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Come funziona il contratto di affitto a canone concordato

di CEO di CasaNoi.it 0 commenti in

Cos’è l’affitto a canone concordato

Il contratto di locazione a canone concordato si differenzia dall’affitto a canone libero perché il canone non è di mercato ma calmierato: non può superare un tetto massimo stabilito da accordi territoriali tra le principali Organizzazioni dei proprietari e degli inquilini. Riguarda i contratti ad uso abitativo, ma anche ad uso transitorio o per gli studenti universitari.

Riguarda le abitazioni di proprietà dei privati concesse in locazione a privati, studenti e cooperative/enti senza scopi di lucro.

Ha una durata:

  • di 3 anni + 2 di rinnovo (o 3) per le abitazioni
  • da 6 mesi a 3 anni, per gli studenti universitari
  • da 1 a 18 mesi, per i contratti transitori

Dove si può applicare

Questo contratto si può applicare in molte zone del territorio nazionale dove è più sentita l’esigenza della locazione e di canoni ragionevoli rispetto al contesto socio-economico:

  • comuni a carenze di disponibilità abitative: Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Venezia e dei comuni confinanti con gli stessi;
  • comuni ad alta densità abitativa: ecco l’elenco dei comuni ad alta densità abitativa, individuati con Delibera CIPE del 13 novembre 2003, n. 87/03.

Articolo scritto da:

Giuseppe Palombelli

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Esperto in valutazioni e mutui ipotecari per privati ed imprese, ha lavorato in banche e società di distribuzione collegate. E' amministratore di società immobiliari e Ceo di CasaNoi. Per contatti: giuseppe@casanoi.it

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