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Milano4You, la prima vera Smart City in Italia

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Cos’è Milano4You?

Milano4You è il progetto del primo Smart District italiano, presentato alla stampa il 14 marzo scorso.

Milano4you, un'immagine di come sarà
Milano4you, Studio Sagnelli Associati, rendering

Il quartiere sorgerà a Segrate, alle porte di Milano, avrà circa 10 mila abitanti e si estenderà su un’area di 306 mila metri quadri, di cui 80 mila di verde. Per l’intervento è previsto un costo di circa 200 milioni di euro.

Avvio del progetto

Il via libera del progetto Milano4You è stato dato dal Consiglio Comunale della cittadina lo scorso 20 febbraio.
La firma della convenzione urbanistica è prevista per questa estate, mentre i lavori dovrebbero iniziare in ottobre.

Milano4you Planimetria
Planimetria Milano4you

Il progetto è dello studio Sagnelli Associati e della sua realizzazione si occuperà la società di project management Red, in collaborazione con il Politecnico di Milano e multinazionali del calibro di Samsung, Ibm e British Telecom, solo per citarne alcune.

Smart district: cos’è?

Uno smart district è la prima cellula di una smart city, ovvero di una città il cui obiettivo principale è quello di minimizzare i consumi, sia energetici che economici, attraverso l’utilizzo di tecnologie innovative ed ecosostenibili.

Alla base dell’idea c’è la constatazione che troppo spesso si parla di smart city in maniera decisamente astratta, senza comprenderne la reale portata.
Anziché pensare in grande si è quindi partiti dall’idea di iniziare con la creazione di un quartiere, il Milano4Youper verificarne la fattibilità economica e l’accettazione sociale e procedere poi a estendere l’esperimento su più vasta scala solo in un secondo momento.

Smart district in Europa

Il concetto di smart district è già da tempo sperimentato in Europa, tanto che nel vecchio continente sono attivi specifici finanziamenti per le cosiddette Lighthouse, città faro.

Milano4you, un'immagine di come sarà
Milano4you, urban planning

L’Unione Europea ha previsto uno stanziamento di 6 – 7 milioni di euro per ogni distretto avviato per almeno 10.000 abitanti.
Ogni Paese dovrà aggiungere a questi fondi un finanziamento privato di almeno 15 milioni di euro.

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Nel 2014 e nel 2015 sono stati avviati 18 progetti e nel 2016 altri 6. Insomma, in tre anni si sono approvati progetti in tutto il continente, interessando città come Stoccolma, Barcellona, Amsterdam, Colonia, La Valletta, Suceava, Porto, Cork e Graz.

Smart district in Italia: progetti e criticità

L’Italia ha partecipato al programma UE, ma si è aggiudicata soltanto due progetti, uno sempre a Milano e l’altro a Firenze.

Nel nostro Paese è infatti più difficile far decollare iniziative simili, a causa dei numerosi ostacoli da superare:

  • i cittadini non vengono coinvolti e quindi c’è una scarsa accettabilità sociale
  • le aziende non riescono a organizzarsi in filiera, ma ragionano ciascuna autonomamente
  • i Comuni operano per assessorati separati, per cui in un progetto simile è difficile far dialogare, ad esempio, l’assessorato per la pubblica illuminazione e quello per la mobilità.

Ci sono, sparsi per la Penisola, alcuni progetti di Enea (a Brescia, L’Aquila, Matera, Potenza, Livorno, Roma, Bari, Potenza), ma si tratta più che altro di esperienze dimostrative che poco coinvolgono la cittadinanza.

Come sarà il quartiere Milano4You

Milano4you un rendering
Urban Planning Milano4You

L’area di 306.000 metri quadri interessata dall’intervento è situata nella zona a Nord Est di Segrate.

Circa 80.000 metri quadri saranno occupati da un parco urbano, mentre 90.000 metri quadri saranno destinati all’edificazione, che comprenderà:

  • edifici residenziali privati
  • ville
  • aree commerciali
  • uffici
  • una residenza per anziani
  • un centro culturale.

Gli edifici saranno tutti predisposti per la fibra ottica e il quartiere Milano4You sarà il primo a essere dotato di una rete 5G.

Come verrà attuato il risparmio energetico

Per abbattere i consumi energetici, la progettazione ha ovviamente tenuto conto di fattori come l’esposizione solare, l’utilizzo di materiali isolanti e l’impiego di fonti rinnovabili per la produzione di energia.

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Ma se si vuole del tutto azzerarli (questo è l’obiettivo finale) tutto questo non basta.
Occorre invece il ricorso a tecnologie di ultima generazione tra cui quelle che fanno capo all’Internet of things.
Si tratta di sistemi in grado di monitorare e gestire da remoto gli impianti, permettere loro di auto-regolarsi in base alleeffettive  necessità domestiche, ma anche alle fasce orarie di costo della stessa energia.

Articolo scritto da:

Carmen Granata

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Architetto libera professionista e giornalista pubblicista. Si occupa di progettazione e consulenza immobiliare anche online. Servizi dello Studio di Architettura Granata

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