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Quali permessi servono per costruire la piscina?

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Avere la possibilità di costruire una piscina nel proprio giardino di casa rappresenta senza dubbio un valore aggiunto che contribuisce non solo ad accrescere la stima economica dell’immobile, ma anche il comfort degli abitanti della stessa.

Permessi per costruire piscina. FOTO Piscina interrata Ecoline
Piscina Ecoline

Se siete così fortunati da avere a disposizione lo spazio e il budget necessari, sappiate che è importante adempiere a tutta una serie di incombenze burocratiche prima di procedere alla costruzione.
La piscina è infatti un vero e proprio manufatto edilizio e costruirla senza i dovuti permessi potrebbe farvi incorrere nel reato di abuso.

In questo articolo, non ci occuperemo quindi degli aspetti tecnici e costruttivi per la realizzazione di una piscina, ma andremo invece a indagare la selva di norme da rispettare prima di procedere.

Vincoli e limitazioni per la costruzione di una piscina

Il professionista incaricato per la progettazione della piscina deve verificare per prima cosa, attraverso l’esame della strumentazione urbanistica comunale, l’effettiva possibilità di poterla realizzare.
In alcuni Comuni, infatti, le norme possono proprio vietarne la costruzione oppure stabilire le dimensioni massime che la piscina deve possedere.

Dal Piano Regolatore si può evincere anche se la casa ricade in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico o storico – architettonico. Le zone vincolate presentano spesso dei limiti molto stringenti per l’attività edificatoria. In presenza di vincoli, quindi, e in assenza di un divieto espresso di costruzione della piscina, occorre richiedere preventivamente al titolo autorizzativo uno specifico nulla osta rilasciato dalla Soprintendenza competente.

In particolare, bisogna fare attenzione alla eventuale presenza di un vincolo idrogeologico. In questo caso, infatti, l’attività di scavo occorrente per la realizzazione di una piscina potrebbe turbare in maniera particolare l’equilibrio idrogeologico di alcune aree. Per questo motivo occorre richiedere specifica autorizzazione al progetto da parte dell’autorità competente.

Titoli autorizzativi per la costruzione di una piscina interrata

La costruzione di una piscina non ricade tra gli interventi di edilizia libera e pertanto richiede uno specifico titolo autorizzativo per poter essere realizzata.

Occorre fare riferimento al regolamento edilizio del Comune per comprendere quale titolo abilitante predisporre.

Permessi per costruire piscina interrata. foto Waterair Piscine
Waterair Piscine

Se infatti la piscina è considerata intervento di nuova costruzione, la sua volumetria è superiore al 20% di quella del fabbricato principale o si è in presenza di uno dei vincoli sopra descritti, si deve richiedere il Permesso di Costruire.

In caso contrario, quindi quando non ricorrono le circostanze descritte, è sufficiente una Scia (Segnalazione Certificata di Inizio Attività).
Questo tipo di pratica non prevede il rilascio di un titolo espresso da parte del Comune per cui, contestualmente alla presentazione della Segnalazione, è possibile incominciare i lavori di costruzione della piscina.

Gestione dei materiali di rifiuto per costruire la piscina

La costruzione di una piscina di tipo interrato comporta anche la movimentazione di terreno dovuta allo scavo per la realizzazione della vasca.

Questo tipo di lavori produce terre e rocce da scavo, materiali di rifiuto che devono essere gestiti in maniera particolare.

Se il materiale prodotto dallo scavo supera i 6.000 metri cubi, deve essere smaltito presso una discarica autorizzata, altrimenti può essere riutilizzato nell’ambito del cantiere.
Per la costruzione di una piscina residenziale non si superano comunque questi valori.

Dopo la costruzione della piscina, occorre invece occuparsi dello smaltimento delle acque. Essendo ricche di cloro, queste acque non possono essere riversate nel suolo mentre è possibile, entro certi limiti, smaltirle come le comuni acque reflue domestiche.

L’acqua di lavaggio dei filtri non può invece essere assimilata alle acque reflue, se non preventivamente trattata.

Superati i limiti stabiliti, le acque delle piscine sono assimilate a rifiuti industriali, per cui è necessario richiedere l’autorizzazione allo scarico in fogna.

Articolo scritto da:

Carmen Granata

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Architetto libera professionista e giornalista pubblicista. Si occupa di progettazione e consulenza immobiliare anche online. Servizi dello Studio di Architettura Granata

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