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Renzo Piano e il Centro Pompidou

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Renzo Piano, vincitore del Pritzker Prize 1998

Renzo Piano, vincitore del Pritzker Prize nel 1998

Renzo Piano, vincitore del Pritzker Prize nel 1998, è una delle più note “archistar” del panorama internazionale.
È necessario spogliare questo termine dell’accezione negativa di cui è spesso connotato, per intenderlo invece come una personalità la cui notorietà va oltre il ristretto ambito degli addetti ai lavori, per estendersi al grande pubblico.
E Renzo Piano è anche questo: a sancirlo è stato il Time, il giornale che lo ha inserito, primo tra gli italiani, nella lista delle 100 personalità più influenti nel mondo.La sua fama estesa oltre l’ambito della architettura ha ricevuto ulteriore sugello nel 2013 con la nomina a senatore a vita, da parte del presidente Napolitano.

La vita

Nato a Genova nel 1937, in una famiglia di costruttori, porterà sempre con sé, nel proprio bagaglio culturale, l’esperienza del cantiere. Infatti la sua opera è caratterizzata da una costante ricerca e sperimentazione sui materiali e sulle tecniche costruttive.Studia a Firenze e Milano, con una breve esperienza a Parigi, e si laurea nel 1964. Già prima di laurearsi, però, ha l’occasione di frequentare a Milano lo studio di Franco Albini, dove lavorerà per alcuni anni.
 
Dopo la laurea viaggia per diversi anni tra Inghilterra e Stati Uniti per completare la sua formazione. E il viaggio di ricerca e formazione è ancora oggi l’invito rivolto costantemente dall’architetto ai giovani che si affacciano a questa professione: “Andare per poi tornare”, quindi non viaggiare per trasferirsi altrove, ma per conoscere e confrontarsi con altre esperienze.
 
A Londra Piano insegna per due anni e proprio nella capitale britannica conosce Richard Rogers, con cui stringerà il sodalizio di cui sarà frutto l’opera che lo consacrerà definitivamente nel panorama internazionale: il Centro Pompidou di Parigi. Nel 1981, Piano fonda il Renzo Piano Building Workshop (RPBW) con studi a Genova, New York a Parigi.
 
Tra le opere più famose dell’architetto genovese possiamo citare:

      
  • La riqualificazione del porto Antico di Genova, in previsione delle celebrazioni colombiane del 1992, poi ulteriormente ristrutturato nel 2001 in vista del G8;

  • La riqualificazione dell’area berlinese di Potsdamer Platz (a cui hanno contribuito molti altri architetti noti);

  • L’auditorium Parco della musica a Roma;

  • La nuova Chiesa di padre Pio a San Giovanni Rotondo;

  • L’accademia di scienze di San Francisco, esempio di architettura ecosostenibile;

  • Il grattacielo del New York Times a New York;

  •  Il grattacielo The Shard a Londra.

 
Numerosi sono stati i riconoscimenti che gli sono stati attribuiti negli anni e le mostre a lui dedicate in giro per il mondo.

Il Centro Pompidou

 Centro Pompidou  foto di Gianni Berengo Gardin

Sono tante le opere di Renzo Piano che gli hanno dato lustro nel mondo, ma il Centro Pompidou a Parigi è senz’altro da considerarsi rappresentativo della sua opera, perché segna nella sua carriera il momento in cui comincia ad essere acclamato e riconosciuto in ambito internazionale.
 
Per questo progetto Piano e Rogers vinsero un concorso bandito dall’amministrazione parigina nel 1971. Il centro, noto anche come Beauburg, ebbe per l’epoca una portata davvero rivoluzionaria, per la sua architettura che si inserisce in maniera decisamente audace nel pieno centro storico di Parigi.
 
Il centro ha da subito suscitato ampie polemiche e discussioni, annoverando altrettanti detrattori e grandi ammiratori. Ancora oggi, a quasi quarant’anni dalla sua costruzione (fu iniziato nel 1977), oltre ad essere uno dei monumenti più visitati della capitale parigina ne rappresenta anche uno degli edifici più riconoscibili.
 
Il Beauburg era in origine una grande piazza anonima nel pieno centro della città che il presidente francese dell’epoca, Georges Pompidou, decise di riqualificare con la costruzione di un centro multidisciplinare, dedicato non solo all’arte moderna, ma anche al design, alla musica, al cinema, alla fotografia, comprendente anche una grande biblioteca pubblica, per un totale di circa 100.000 mq.
 
L’edificio si presenta come un grande parallelepipedo sostenuto da una struttura in acciaio con pareti in vetro.
La sua caratteristica principale è la collocazione all’esterno degli elementi strutturali e delle parti impiantistiche come scale, ascensori, impianti di ventilazione e di riscaldamento, condutture dell’acqua e del gas.
 
Ciascuno di questi elementi è identificato con un colore:
  • con il blu l’impianto di climatizzazione

  • con il giallo quello elettrico

  • con il verde quello idrico

  • con il rosso quello destinato alla circolazione.

In tal modo, all’interno sono presenti solo grandi aree libere destinate alle esposizioni, che si possono allestire senza impedimenti di alcun genere.

 

Foto di Pritzkerprize.com
Articolo scritto da:

Carmen Granata

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Architetto libera professionista e giornalista pubblicista. Si occupa di progettazione e consulenza immobiliare anche online. Il suo sito è "GuidaxCasa".

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