Vuoi apparire su CasaNoi con la tua azienda?

SUS – CON, il calcestruzzo riciclato

di 0 commenti

sus-con-calcestruzzo

La riduzione del consumo di energia e materie prime è un obiettivo ambizioso ma necessario, prefissato dall’Unione Europea per il 2020.
In particolare, l’industria delle costruzioni è uno dei settori più energivori dell’economia e avendo un elevato impatto sull’ambiente è uno di quelli in cui devono maggiormente essere messe a punto al più presto soluzioni concrete.

Per considerare un edificio nell’ottica della sostenibilità, non dobbiamo valutare solo i consumi dovuti al suo “funzionamento”, ma anche tutto il processo produttivo che parte dal reperimento delle materie prime, passando per la loro posa in opera fino alla loro dismissione e al problema dello smaltimento.

Insomma, la sostenibilità interessa l’intero ciclo di vita dell’edificio.

Per questo, sono allo studio nuovi materiali da impiegare in edilizia, derivanti dal riciclo di materie prime già utilizzate.

SUS – CON, acronimo di SUStainable CONcrete ovvero calcestruzzo sostenibile, è un progetto finanziato dalla comunità europea che percorre proprio questa strada.
Il progetto SUS – CON è stato ideato e condotto dal consorzio CETMA, Centro di progettazione, design & tecnologie dei materiali di Brindisi, e ha portato alla realizzazione di un calcestruzzo riciclato ottenuto dalla lavorazione di materie prime seconde.

Il progetto è nato nel 2012 e si è concluso nel dicembre 2015, dopo quattro anni di attività di ricerca, ha visto la partecipazione di 16 partner provenienti da 9 Paesi europei e da un paese extra UE, coordinati dall’Italia.

SUS-CON fa parte dell’area tematica “Low Embodied Energy” di AMANAC (Advanced MAterial & NAnotechnology Cluster), una serie di progetti sulle nanotecnologie e i materiali avanzati per l’edilizia.

Leggi  L'albergo diffuso, la struttura ricettiva si fa sostenibile

Per Embodied Energy, o Energia incorporata, si intende la quantità di energia necessaria per produrre, trasportare fino al luogo di utilizzo e smaltire un prodotto o materiale per l’edilizia. Da questa definizione si può capire proprio come in questa voce si nasconda l’aspetto più energivoro del processo edilizio.

Il progetto SUS-CON si è posto quindi l’obiettivo di studiare la possibilità di reimpiegare prodotti di scarto destinati a alla discarica per realizzare materiali edilizi di elevata qualità.

Le materie prime secondarie utilizzate, aventi funzione sia di leganti sia di aggregati, sono prodotti come:
– plastiche miste provenienti dalla selezione dei rifiuti solidi urbani
– pneumatici a fine vita
– schiume di poliuretano recuperate da frigoriferi dismessi
– plastiche provenienti da apparecchiature elettriche ed elettroniche
– sottoprodotti del processo di produzione dell’acciaio.

Il risultato della ricerca è stato un materiale ecologico ed economicamente sostenibile, in grado di assicurare buone doti di isolamento termico e acustico, resistente al fuoco e di cui sono state verificate le qualità di resistenza meccanica.

I primi prodotti ottenuti con questo materiale leggero, ecologico e sostenibile, sono stati pannelli e blocchi utilizzati poi per la costruzione di tre edifici a carattere dimostrativo, in Spagna, Turchia e Romania.

Mediante l’utilizzo di tali “demo building” sono state monitorate le performance di isolamento termico e si è verificato che i risultati sono migliori di quelli ottenibili con prodotti analoghi già in commercio.

Il materiale contribuisce così anche a migliorare l’efficienza energetica degli edifici, riducendo i consumi di energia necessari per climatizzarli.
In termini di resistenza al fuoco, i pannelli sono stati classificati EI 240, con performance di 4 volte superiori a quelli simili già commercializzati.

Leggi  Come realizzare un ponteggio sicuro

Ma un aspetto molto interessante del progetto è rappresentato dalla sua replicabilità. In particolare, in Turchia si sono realizzati dei nuovi prototipi di calcestruzzo riciclato impiegando prodotti di scarto differenti da quelli della sperimentazione originaria e ottenendo analoghi risultati.

Visti i risultati positivi della ricerca, quindi, ora non ci resta che attendere a breve l’avvio della produzione industriale finalizzata all’immissione in commercio del prodotto.

Articolo scritto da:

Carmen Granata

Leggi tutti gli articoli
Architetto libera professionista e giornalista pubblicista. Si occupa di progettazione e consulenza immobiliare anche online. Servizi dello Studio di Architettura Granata

Ti potrebbero interessare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *