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L’architettura arabo–normanna in Sicilia e il duomo di Monreale

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L’architettura arabo–normanna in Sicilia

Lo scorso 3 luglio ha segnato una data importante nella storia di Palermo: l’itinerario arabo-normanno compreso tra il capoluogo siciliano, Monreale e Cefalù è stato infatti inserito nei siti Patrimonio Mondiale dell’Umanità da parte dell’Unesco.

L’architettura arabo–normanna si diffuse nel corso del XII secolo in modo particolare in alcuni centri siciliani, durante il periodo di dominazione normanna in Italia meridionale. Al loro arrivo nell’isola, i Normanni si appropriarono di numerosi edifici e monumenti costruiti dagli arabi e li trasformarono, modificandoli pur conservandone alcuni elementi caratteristici.
Per tale motivo, in Sicilia non rimane alcuna traccia originale di architettura araba, nessuno di quegli edifici è privo di rimaneggiamenti e gli unici caratteri inconfondibili si possono leggere nel tracciato urbano sinuoso e irregolare presente ancora in alcune città.

Tuttavia il nuovo stile portato dai Normanni non comprende solo elementi islamici, ma rappresenta una sintesi eclettica tra questi e ulteriori elementi desunti dall’arte bizantina e da quella romanica.
L’influenza bizantina emerge soprattutto nell’architettura sacra, con la scelta prevalente della pianta quadrata con croce greca centrale coperta da volta a botte.

Viceversa l’elemento romanico si evidenzia attraverso il ricorso alla pianta a croce latina e a massicce torri in facciata, caratteristiche dell’architettura cluniacense.

L’aspetto arabo si evince infine soprattutto dalle caratteristiche costruttive ereditate dalle abili maestranze provenienti dal paese mediorientale. In particolare sono utilizzati archi a sesto acuto, archi rialzati, ma soprattutto archi moreschi che rappresentano l’elemento più distintivo di questo stile.

Il Duomo di Monreale

Il duomo di Monreale- Facciata esternaMonreale è situata a pochi chilometri da Palermo e, dai suoi 320 m di altitudine, domina la Conca d’Oro, la valle in cui è adagiata Palermo.
Il Duomo di Monreale, fatto edificare da Guglielmo II detto il Buono, sorge probabilmente su un’antica preesistenza bizantina, ma rappresenta un esempio emblematico di architettura arabo-normanna.

Il duomo fa parte di un ampio complesso che comprende oltre alla basilica intitolata a Santa Maria Nuova, uno splendido chiostro e il convento dei monaci benedettini. Tutta la costruzione della cittadina ruota intorno all’edificazione di questo complesso, nelle cui vicinanze furono realizzati la residenza del Re e il palazzo arcivescovile. La città si consolidò solo nel XVII e XVIII secolo, così che nel centro sono presenti diversi spunti barocchi.

La facciata del Duomo presenta un portico aggiunto nel Settecento, a tre arcate e sormontato da una balaustra. Tale portico è però racchiuso tra due massicce torri quadrate tipicamente normanne. Al di sopra della balaustra si notano, poi, delle arcate in pietra calcarea e lavica, di stile tipicamente arabo. Il portale a ogiva a due battenti è in bronzo; scolpito secondo la tradizione da Bonanno Pisano è suddiviso in quarantasei formelle illustrate con episodi biblici.

L’interno dell’imponente basilica è diviso in tre navate concluse dal transetto e da tre absidi. Le navate sono divise con 18 colonne di origine romana (tale riutilizzo di elementi tratti da tempi pagani è molto frequente nelle chiese di quell’epoca).

Le pareti sono completamente decorate da mosaici policromi su fondo dorato, di scuola bizantina, posti al di sopra di un ampio zoccolo di lastre marmoree. La superficie musiva del duomo di Monreale misura circa 7.000 mq ed è quindi la più estesa d’Italia e seconda al mondo solo a quella della chiesa di Santa Sofia a Costantinopoli. Venne realizzata da artisti bizantini insieme a veneziani e arabi.

Cristo Pantocratore nel duomo di MonrealeLa decorazione culmina al centro della chiesa, con la grande figura del Cristo Pantocratore posta sopra l’altare.Il pavimento è in porfido e granito.
Nel duomo di Monreale l’influenza dell’arte bizantina è visibile non solo nell’uso dei mosaici, ma anche nei capitelli delle colonne, in cui è introdotto un pulvino tra il capitello e l’imposta dell’arco.

Elementi tipicamente arabi, invece, sono gli archi ogivali e il soffitto ligneo con decorazioni geometriche policrome.
Le tre absidi si mostrano all’esterno con dei particolari intrecci di archi, rosoni e tarsie geometriche bicrome, di stile arabeggiante.

Il Chiostro di MonrealeIl chiostro di Monreale, affiancato alla basilica, ha forma quadrata (circa 47 metri per lato) ed è circondato da un portico di archi ogivali posti su 228 colonne binate decorate da mosaici a disegni geometrici, con pietra lavica e pomice. Nella parte meridionale del portico è presente una splendida fontana.

Articolo scritto da:

Carmen Granata

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Architetto libera professionista e giornalista pubblicista. Si occupa di progettazione e consulenza immobiliare anche online. Servizi dello Studio di Architettura Granata

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