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Bando Periferie 2017, i progetti più interessanti

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Cos’è il Bando Periferie?

Bando delle Periferie
Cerimonia firma del Bando delle Periferie
Il 6 marzo i sindaci di 24 comuni italiani hanno firmato a Palazzo Chigi, alla presenza del Presidente del Consiglio Gentiloni, la convenzione per accedere ai finanziamenti del Bando Periferie.

Il Bando Periferie è un programma di riqualificazione delle periferie urbane italiane per il quale è prevista una prima tranche di finanziamenti di 500 milioni di euro.

Il bando era stato presentato il 25 maggio 2016 e chiuso il 30 agosto 2016. Nonostante il breve tempo a disposizione, i Sindaci sono riusciti a presentare dei progetti preliminari molto interessanti.

I progetti di riqualificazione dovevano riguardare periferie urbane caratterizzate da situazioni di marginalità economica e sociale, degrado edilizio e carenza di servizi.

Gli interventi proposti potevano riguardare diversi settori:
opere edilizie come la manutenzione e sistemazione di aree pubbliche e strutture edilizie esistenti
– la mobilità sostenibile
– le infrastrutture destinate a servizi sociali e culturali, educativi e didattici
– l’aumento della sicurezza
– il potenziamento dei servizi.
Dal punto vista quantitativo la maggior parte degli investimenti saranno destinati all’edilizia.

I 24 Comuni firmatari della convenzione sono Avellino, Lecce, Vicenza, Bergamo, Modena, Torino, Grosseto, Mantova, Brescia, Andria, Latina, Genova, Oristano, Napoli, Ascoli Piceno, Salerno, Messina, Prato, Roma, Cagliari.
Come si può vedere, quindi, ci sono Comuni piccoli e grandi, città metropolitane e centri minori.

Siamo tuttavia soltanto al primo step del progetto, che complessivamente riguarderà ben 124 interventi e vedrà uno stanziamento di ulteriori 1.600 milioni di euro.

Dopo la registrazione della convenzione da parte della Corte dei Conti, i Sindaci avranno 60 giorni di tempo per presentare i progetti definitivi e altri 60 per presentare quelli esecutivi, dopodiché si potrà dare l’avvio ai lavori.

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I più interessanti progetti del Bando Periferie

La maggior parte dei progetti approvati può godere di un cofinanziamento da parte di soggetti pubblici o privati.
In alcuni casi non è stato difficile ottenerlo, in quanto si trattava di progetti già autorizzati e in parte avviati.

I progetti sono quanto mai diversificati per le specificità locali, eppure tutti presentano alcuni punti in comune. In particolare, mostrano attenzione per verde pubblico, efficienza energetica e mobilità sostenibile, presentano interventi sulle storiche situazioni di degrado urbano e prevedono l’abbattimento degli ecomostri del passato.

Tra i progetti più interessanti possiamo citare quello per le periferie di Firenze, perché presenta un carattere unitario.
Il progetto è infatti incentrato sulle scuole e contempla non solo la loro ristrutturazione “fisica”, ma anche l’idea di renderle il baricentro dei quartieri, attrezzandole con strutture per lo sport, il tempo libero e la socialità, aperte a ogni ora e fruibile anche da chi è esterno alla scuola.

Di carattere unitario sono anche gli interventi previsti a Bologna e Provincia, che riguarderanno la riqualificazione delle principali stazioni ferroviarie e in particolare lo studio dei collegamenti con i percorsi ciclopedonali.

Il sindaco di Napoli De Magistris ha annunciato che il fondo, in questo caso tutto pubblico, sarà usato dalla città per completare il Progetto Scampia, che prevede la demolizione di tutte le Vele rimaste in piedi, tranne di una da utilizzare per alcuni servizi del Comune. Già una parte degli abitanti del quartiere sono stati trasferiti in edifici di edilizia economica e popolare.
L’area delle Vele è stata individuata come elemento di cerniera con i Comuni limitrofi e vi saranno quindi localizzate nuove strutture a carattere metropolitano e territoriale.

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Numerosi sono gli interventi previsti a Roma, tra cui spiccano la sistemazione degli spazi pubblici nei quartieri San Basilio e Corviale e la nuova caserma dei vigili a Ostia.

A Messina i fondi serviranno invece per mettere fine a una vergogna durata quasi 110 anni: la baraccopoli sorta dopo il terremoto del 1908.

Articolo scritto da:

Carmen Granata

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Architetto libera professionista con studio in Crispano (Napoli). Si occupa di progettazione e consulenza immobiliare. È giornalista pubblicista. Il suo blog è www.guidaxcasa.it.

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