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Riapre la cappella della Sacra Sindone

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L’incendio della Cappella della Sacra Sindone

Nella notte tra l’11 e il 12 aprile del 1997 un devastante incendio colpì uno dei gioielli del barocco italiano, la cappella del Guarini a Torino, nota ai credenti per il fatto di ospitare la più importante reliquia sacra del cattolicesimo, la Sacra Sindone.

La catastrofe fu provocata da un corto circuito scaturito proprio nel cantiere di restauro conservativo a cui l’edificio era in quel periodo sottoposto e rischiò di distruggere la stessa reliquia.

Per salvarla, i Vigili del Fuoco dovettero rompere la teca in vetro che custodiva la cassetta in legno e argento dove era contenuta.

cappella del Guarini a Torino la cappella della sacra Sindome
Cappella del Guarini, conosciuta come Cappella della Sacra Sindome

La riapertura della Cappella del Guarini

Da allora sono trascorsi oltre 21 anni e solo tra qualche giorno, il prossimo 27 settembre, la cappella sarà riaperta dopo essere stata sottoposta a una lunga e impegnativa opera di restauro.

La cappella, progettata da Guarino Guarini, sarà così restituita alla fruizione del pubblico ed entrerà a far parte del percorso di visita dei Musei Reali. Il complesso museale, di oltre 46mila metri quadri di estensione, è destinato a diventare così il percorso monumentale più esteso d’Italia, superiore persino agli Uffizi.

Il giorno della riapertura è prevista una cerimonia presso il Teatro Regio di Torino, alla presenza del Ministro per i beni e le attività culturali.

Fino al 30 settembre la cappella, che non ospiterà più il Sacro Lino, sarà visitabile al prezzo speciale di 3 euro.
Dal 2 ottobre, la sua visita sarà inclusa nel prezzo dei biglietti per i Musei Reali.

La storia della Cappella della Sacra Sindone

L’imponente opera architettonica fu voluta alla fine del Seicento dal duca Carlo Emanuele II di Savoia, proprio per custodire il prezioso telo della Sindone, posseduto dalla famiglia ducale sabauda da alcuni secoli.

Inizialmente commissionata a Carlo di Castellamonte, il progetto dell’opera fu poi modificato dallo stesso figlio dell’architetto, Amedeo, e poi dallo svizzero Bernardino Quadri.

Il progetto di quest’ultimo prevedeva un edificio a pianta quadrata, incastonato tra il palazzo ducale (ex palazzo vescovile e futuro palazzo reale) e l’abside della Cattedrale di san Giovanni Battista.

Alla fine però il progetto fu affidato al frate architetto Guarino Guarini, che ne rivoluzionò la pianta, rendendola internamente circolare.
Portò poi la cappella a una altezza superiore al presbiterio della chiesa e la rese comunicante con alcune stanze del Palazzo Reale.

Nella prima metà dell’Ottocento, la cappella fu decorata con diverse statue raffiguranti personaggi di Casa Savoia, commissionate dal re Carlo Alberto.

Il restauro della Cappella

Dopo il devastante incendio del 1997, l’edificio barocco è stato sottoposto a un intenso intervento di restauro che ha riguardato in primo luogo il consolidamento delle parte basamentale e delle strutture sottostanti, come la cripta.

Intervento di restauro compiuto dalla ditta Cingoli
Intervento di restauro compiuto dalla ditta Cingoli

L’ultima parte del lavoro ha interessato il rifacimento dei tetti, degli infissi, degli impianti di illuminazione oltre al completamento degli apparati decorativi interni.

Per il recupero sono state utilizzate tecniche costruttive dell’epoca.

Il restauro è stato finanziato dal Ministero per i beni e le attività culturali con il sostegno di Compagnia di San Paolo, Fondazione La Stampa-Specchio dei Tempi, Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino, Iren e Performance in Lighting.

Articolo scritto da:

Carmen Granata

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Architetto libera professionista e giornalista pubblicista. Si occupa di progettazione e consulenza immobiliare anche online. Servizi dello Studio di Architettura Granata

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