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Come funziona il crowdfunding immobiliare

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Cos’è il crowdfunding immobiliare?

Crowdfunding immobiliare cos'è

In rete, può accadere di imbattersi in annunci che offrono la possibilità di acquistare casa con soli 100 euro.
Non si tratta di una truffa o di un inganno, ma naturalmente occorre andare a fondo e leggere bene l’annuncio.

Stiamo parlando del cosiddetto crowdfunding immobiliare, una nuova forma di investimento che consente anche a chi dispone di cifre veramente irrisorie di diventare “comproprietario” di un immobile.
In realtà, chi investe nel progetto non diventa proprietario dell’immobile pro quota, ma acquista titoli della società.

Chi decide di aderire a una piattaforma di crowdfunding immobiliare, di fatto trasferisce il proprio denaro a società terze che si occupano di acquistare gli immobili, ristrutturarli e metterli a reddito o venderli.

I canali con cui scegliere gli immobili in cui investire sono variabili: si va dalle classiche agenzie immobiliari, agli annunci pubblicati sui media, fino a proposte fatte dagli stessi utenti.

Tutte le offerte di investimento vengono presentate sul sito con una scheda dettagliata e una proposta di business plan.

Al via in Italia il crowdfunding immobiliare

Il via libero “ufficiale” al crowdfunding in Italia è recente e si deve alla cosiddetta Manovrina della scorsa estate (il decreto legge 50 del 24 aprile 2017) e precisamente al comma 1 dell’articolo 57, che ha eliminato la limitazione che fino ad allora gravava su questa forma di finanziamento.

Fino a poco tempo fa, infatti il crowdfunding era limitato a quelle società definite dalla Consob “piccole società di capitali (spa, srl o cooperative), da poco attive, impegnate in settori innovativi e tecnologici o a vocazione sociale”.

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In questo ambito era difficile far rientrare le imprese edilizie, sia che si trattasse di società già costituite da tempo, sia di recente costituzione.

Con la modifica introdotta, invece, oggi possono ricorrere al crowdfunding tutte le pmi (piccole e medie imprese), pertanto esso risulta aperto a qualunque società.

La legge consente attualmente di raccogliere un capitale massimo di 5 milioni di euro.

Alcuni esempi di crowdfunding immobiliare già avviati

crowdfunding immobiliare Progetto La città di vetro ad Altare (Savona)
Crowdfunding immobiliare: progetto “La città di vetro”, Altare (Savona)

Tra gli interventi di crowdfunding già partiti quest’estate, possiamo quindi citare quello in corso ad Altare, in Liguria.

Il progetto è stato denominato “La città del vetro”, perché l’intervento previsto nella cittadina che sorge nell’entroterra di Savona, consiste nella riqualificazione di un’area ubicata intorno all’ex vetreria Savam.

Il programma prevede il mantenimento della produzione di vetro, ma non più a livello industriale, bensì a vocazione artigianale.

Saranno costruiti luoghi espositivi, residenze in housing sociale, una scuola di formazione professionale e piste ciclabili.

Per questo progetto è stato utilizzato il portale di raccolta Wearestarting; mentre il portale Walliance è attivo per un progetto sviluppato a Trento.

In questo caso si tratta di un intervento unicamente residenziale, per la realizzazione di 3 attici e 13 appartamenti, del valore complessivo di 10 milioni di euro. Con il crowdfunding se ne dovrebbero raccogliere circa 800 mila.

La quota raccolta sarà quindi in questo caso minima e servirà soprattutto per valutare la risposta del mercato, perché con il sistema del crowdfunding si punta invece a raccogliere almeno il 30 – 40% della somma complessiva necessaria.

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Potenziali rischi del crowdfunding immobiliare

Trattandosi di una novità in ambito finanziario, non si può non essere consapevoli di eventuali possibili rischi.

Poiché le piattaforme di crowdfunding operano per lo più come una sorta di vetrine di annunci, non offrono garanzie sull’investimento, che potrebbe comportare il rischio della perdita totale o parziale dell’investimento.

Quando si tratta di piccole somme, come ad esempio i 100 euro di cui parlavamo inizialmente, il rischio può non essere alto, ma per cifre superiori occorre fare attenzione.

Qualche garanzia è prevista unicamente nel caso di immobili in affitto, dove sono coperti i primi sei mesi in caso di inquilini insolventi.

Articolo scritto da:

Carmen Granata

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Architetto libera professionista con studio in Crispano (Napoli). Si occupa di progettazione e consulenza immobiliare. È giornalista pubblicista. Il suo blog è www.guidaxcasa.it.

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