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Cosa valutare per ristrutturare una casa usata

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ristrutturare_casa_usataQuando si acquista o si eredita un immobile di non recente costruzione, ci si trova davanti alla necessità di dover affrontare un intervento di ristrutturazione per ammodernare l’immobile e renderlo più vicino ai propri gusti e desideri.

Non sempre però quelle belle soluzioni che si ammirano sulle riviste di arredamento possono adattarsi alla propria casa, è quindi fondamentale affidarsi a un architetto che guidi verso la direzione giusta, rispettando i desideri e le esigenze del cliente.

Affrontare una ristrutturazione adeguatamente preparati è il primo passo per evitare gravi errori, che possono a volte causare cambiamenti in corso d’opera e spese inutili.

Uno dei primi aspetti da valutare di fronte a una casa usata sono le scelte tecnologiche in merito agli impianti.

Innanzitutto, non sempre un immobile datato è dotato dell’impianto termico. Nella maggior parte dei casi comunque lo sarà, quindi non sarà necessario realizzare un impianto ex novo, ma quello presente ormai obsoleto dovrà essere completamente rifatto o adeguatamente potenziato.

Oggi molti committenti tendono a optare per un impianto a pannelli radianti a pavimento. In una casa esistente, però, prima di intervenire, è necessario valutare se lo spessore compreso tra la soletta e il piano di calpestio sarà alla fine dell’intervento di almeno 7 cm. Si tratta infatti dello spessore minimo necessario affinchè l’impianto abbia una buona resa.

Anche nel caso di un tradizionale impianto a radiatori, però, bisogna prestare attenzione. La posizione dei radiatori deve infatti essere adeguatamente pianificata perché la porzione di parete che andranno a occupare non potrà essere poi  utilizzata per accostare mobili. I termosifoni, inoltre, non potranno essere posizionati su pareti che ospitano controtelai di porte scorrevoli (a meno di particolari casi).

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Analogamente, se si ha intenzione di installare un impianto di climatizzazione canalizzato, da nascondere a soffitto, è necessario calcolare se con la realizzazione di un controsoffitto si rispetterà comunque l’altezza minima prevista da regolamento, in particolare se ci sono delle travi a vista.

La progettazione della cucina deve essere adeguatamente affrontata. Questo locale richiede infatti una precisa predisposizione impiantistica e non basta semplicemente allestire gli impianti idrici e del gas e qualche presa elettrica, ma è necessario proporzionare l’impianto in base a come si desidera arredarla. In caso contrario, si rischia di non poter collocare la cucina dei propri sogni, ma dover adattare i mobili agli impianti realizzati.

Queste considerazioni sono tanto più valide, se si intende scegliere una cucina con isola o a penisola, laddove una parte degli impianti passeranno a pavimento.

La stessa attenzione deve essere rivolta alla progettazione dell’impianto di illuminazione. Predisporre in maniera adeguata i punti luci per collocare tutte gli apparecchi di illuminazione (lampadari, applique lampade da terra, faretti, ecc.) oltre a rendere la casa più bella, permette di ottenere il giusto grado di confort visivo richiesto.

Per non incorrere in errori, quindi, è opportuno lavorare d’anticipo e, con la consulenza dell’architetto, dialogare in cantiere con l’elettricista per decidere insieme la predisposizione più consona ai propri desideri.

Sempre a livello impiantistico, un altro scoglio importante da affrontare è quello relativo al bagno. Nel caso in cui si desideri spostare quello esistente o realizzare un secondo servizio igienico, bisognerà valutare con l’idraulico la possibilità di intervenire.

Anche la semplice sostituzione dei sanitari può però essere problematica. Se ad esempio si intende sostituire i sanitari a pavimento con quelli sospesi, sicuramente più pratici e comodi a livello di igiene, bisognerà valutare se le pareti sono in grado di sostenerli tramite le apposite staffe. In caso contrario, bisognerà intervenire realizzando una doppia parete, con la consapevolezza di perdere qualche centimetro di superficie.

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Un altro intervento quasi obbligato in caso di ristrutturazione è la sostituzione del pavimento. La scelta in quanto a materiali è davvero ampia e comprende gres, parquet, marmo, resina, ecc. Tuttavia, non vanno fatte solo valutazioni di carattere estetico. Tutti questi materiali hanno infatti spessori differenti e richiedono un diverso tipo di sottofondo. Spesso, se non sono avvertite in tempo, le ditte tendono direttamente a preparare il sottofondo per i pavimenti in ceramica, per questo la scelta del materiale va fatta con anticipo e comunicata alla ditta.

Uno degli ultimi interventi da realizzare è la finitura delle pareti. Proprio per questo motivo, la scelta della finitura finisce con l’essere spesso trascurata, non considerando che invece, a seconda delle tipologie, il fondo deve essere preparato in maniera differente. Se ad esempio si desidera rivestire una delle pareti in pietra o con qualche materiale particolare, è inutile preparare il fondo come se dovesse essere tinteggiata, risparmiando così una spesa inutile.

Quando si ha a che a fare con appartamenti datati, poi, ci si trova spesso di fronte a pareti rivestite nel corso degli anni con strati di materiali diversi, come parati e pittura, per cui le superfici devono essere ben ripulite e trattate.

Naturalmente questo tipo di intervento avrà un costo superiore rispetto al trattamento delle pareti di un nuovo appartamento.

Un ultimo aspetto da considerare riguarda gli arredi. Se si ha già una casa e si intende utilizzare almeno una parte dei mobili di proprietà, la ristrutturazione del nuovo alloggio dovrà tenerne conto.

Quindi l’architetto dovrà rilevare le misure degli arredi e adattare a questi la distribuzione della nuova casa, laddove possibile.

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Articolo scritto da:

Carmen Granata

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Architetto libera professionista e giornalista pubblicista. Si occupa di progettazione e consulenza immobiliare anche online. Servizi dello Studio di Architettura Granata

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