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Come realizzare un tetto verde

di Architetto 0 commenti in

Costruire un tetto verde, una tradizione scandinava

Quella del tetto verde sugli edifici (in inglese roof garden) potrà sembrare una “moda” diffusa negli ultimi anni a seguito di una maggiore coscienza ecologista. In realtà si tratta di una tradizione costruttiva che nei paesi scandivi e in particolare in Norvegia, è diffusa da diversi secoli e vanta un’origine che affonda le radici nella preistoria.

I benefici della copertura a verde

Numerosi sono i vantaggi della realizzazione di un tetto verde.

Oltre a valorizzare l’edificio, la vegetazione contribuisce anche ad isolarlo termicamente ed acusticamente, assorbendo l’irraggiamento e regolando la temperatura e l’umidità. La sua realizzazione contribuisce anche a migliorare la qualità dell’aria dell’ambiente circostante.

Inoltre, se praticabile, un tetto verde può essere utilizzato anche come giardino o orto urbano.

La Normativa italiana

Dal punto di vista normativo, devono essere seguite le prescrizioni della norma UNI 11235.

Di quali elementi si compone un “roof garden”

Realizzare un tetto verde su un edificio non è particolarmente complesso, ma richiede una particolare attenzione agli aspetti strutturali perché l’edificio sottostante deve essere in grado di sostenere l’aggravio di peso.

Il tetto si compone di diversi strati da realizzare sulla soletta portante, dopo aver apposto una guaina impermeabilizzante ed uno strato protettivo:

  • strato di separazione
  • strato termoisolante
  • strato di separazione
  • strato drenante
  • altro strato di separazione
  • substrato vegetativo e vegetazione.

La stratigrafia prevede l’apposizione di uno strato drenante che serve a scaricare l’acqua in eccesso, composto da ghiaia e pietra pomice, che deve essere particolarmente accurato nei punti in prossimità di grondaie e pluviali.

Un altro elemento importante è il tessuto filtrante, in genere poliestere o polipropilene, che deve essere permeabile, in modo da permettere all’acqua di defluire verso lo strato drenante. Questo tessuto ha lo scopo di permettere alle radici di fissarsi più saldamente allo strato superiore, il terreno di coltura. Quest’ultimo è formato in genere di composti inorganici, come argilla e sabbia e humus per l’attecchimento delle piante e deve avere uno spessore di almeno 3 cm.

Le tipologie: dal tetto verde intensivo o estensivo ai tetti verdi inclinati

Ci sono diverse tipologie di tetto verde. Vediamo quali sono

Tetto verde estensivo

Il tetto verde estensivo è quello che richiede in genere minore manutenzione, perché è in grado di sopportare anche lunghi periodi di siccità e non necessita di un impianto di irrigazione. Si realizza con piante aromatiche e graminacee, specie che dopo la posa sono in grado di sopravvivere senza particolari cure. È adatto, per tali motivi, a coprire superfici molto ampie o difficilmente accessibili.
Si tratta di un tetto verde, però, dove il risultato estetico passa sicuramente in secondo piano. L’aspetto è però molto naturale, ed è pensato per armonizzarsi con l’ambiente circostante.

Tetto verde intensivo

Il tetto verde intensivo, invece, richiede una costante cura e manutenzione, oltre che necessità frequente di irrigazione e nutrimento. L’aspetto è molto simile ad un tradizionale giardino, ed è per questo che viene identificato anche come “giardino pensile”.
Il substrato deve avere quindi uno spessore minimo di 24 cm per poter essere piantumato a prato, ed ancora maggiore se si desidera piantare arbusti e piccoli alberi. Risulta quindi avere un peso maggiore, rispetto al tetto verde estensivo, per il quale sono sufficienti solo 5-12 cm.
Si tratta inoltre di una tipologia di tetto accessibile e praticabile, come se fosse un comune giardino, e che quindi diventa spazio all’aperto per la casa.

Tetto verde inclinato

Oltre ai tetti piani, ci sono anche tetti verdi inclinati che, se da un lato facilitano lo smaltimento delle acque, dall’altro sono un po’ più complessi dal punto di vista della realizzazione.
In fase di progettazione vanno quindi valutati aspetti come la pendenza delle falde, il drenaggio delle acque e il tipo di vegetazione.
All’aumentare della pendenza delle falde, aumentano le difficoltà realizzative, per questo non si costruiscono, in genere, tetti verdi inclinati con pendenza superiore ai 35°.

Articolo scritto da:

Carmen Granata

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Architetto libera professionista con studio in Crispano (Napoli). Si occupa di progettazione e consulenza immobiliare. È giornalista pubblicista. Il suo blog è www.guidaxcasa.it.

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