Vuoi apparire su CasaNoi con la tua azienda?
Le guide di CasaNoi

La rinegoziazione, la surroga e la sostituzione del mutuo

di CEO di CasaNoi.it 4 commenti in

Come cambiare mutuo: la rinegoziazione, la surroga e la sostituzione

In qualsiasi momento, il mutuatario può decidere di cambiare il proprio contratto di mutuo, rinegoziando le condizioni con la banca che lo eroga o sostituendolo con un altro o trasferendolo a un’altra banca che gli offre condizioni più favorevoli. In breve, gli strumenti per cambiare il mutuo sono tre: la rinegoziazione, la surroga e la sostituzione.

La rinegoziazione del mutuo

La rinegoziazione del mutuo è un nuovo accordo tra la banca e il cliente, in cui quest’ultimo chiede alla propria banca di apportare delle modifiche al tasso d’interesse o alla durata del mutuo per ottenere un risparmio immediato sul valore della rata. La rinegoziazione conviene al cliente perché rivolgendosi alla propria banca non deve sostenere alcuna spesa per la pratica e per il notaio.

La surroga o portabilità del mutuo

La portabilità o surrogazione del mutuo è la facoltà del mutuatario di trasferire il proprio debito a una nuova banca che gli offre condizioni contrattuali nuove e più vantaggiose. Quindi il mutuatario in qualsiasi momento può accordarsi con una nuova banca per avere un altro mutuo con cui estinguere quello che aveva con la banca precedente, la quale non può opporsi. Il nuovo finanziamento sarà garantito dalla stessa ipoteca già concessa a garanzia del mutuo originario. Il Decreto Bersani (legge n.40/2007) prevede che la surroga del mutuo sia completamente gratuita: la banca non può addebitare al cliente nessuna spesa, anzi è obbligata ad agevolare il trasferimento del mutuo.

La sostituzione o cambio del mutuo

Infine, la sostituzione o cambio del mutuo consiste nell’estinzione del mutuo in essere e nell’accensione di un nuovo finanziamento con l’obiettivo di ottenere migliori condizioni. In tale caso, però, bisogna pagare i costi dell’estinzione anticipata del vecchio mutuo e quelli dell’accensione del nuovo contratto. Con la sostituzione si può chiedere alla banca anche più del capitale residuo e, in caso ci fosse la riduzione dei tassi, significherebbe avere un finanziamento più elevato pagando la stessa rata.

A fini esplicativi, pubblichiamo la tabella riassuntiva della guida Mutuo informato del Notariato.

 

Articolo scritto da:

Giuseppe Palombelli

Leggi tutti gli articoli
Esperto in valutazioni estimative e finanziamenti ipotecari per privati ed imprese, ha lavorato in Banche e Intermediari del Credito. E' amministratore di società immobiliari e Ceo di CasaNoi. Per contatti: giuseppe@casanoi.it

Ti potrebbero interessare

Lascia un commento

4 Comments su "La rinegoziazione, la surroga e la sostituzione del mutuo"

Ordina da:   più recente | meno recente

Buongiorno, è possibile chiedere un mutuo per acquisto prima casa anche dopo aver rogitato e saldato la controparte?

Gentile Zaher, è possibile chiedere un mutuo prima casa entro 12 mesi dal rogito. Bisogna perà ricordare che ogni Banca ha le proprie procedure ed alcune di esse non effettuano erogazioni per acquisti già effettuati. Ti riporto quanto indicato dall’Agenzia delle Entrate in termini di detraibilità degli interessi. La detrazione spetta a condizione che l’immobile sia adibito ad abitazione principale entro un anno dall’acquisto, e che l’acquisto sia avvenuto nell’anno antecedente o successivo al mutuo. Un cordiale saluto Giuseppe Palombelli Ceo CasaNoi

Buonasera .io e mia moglie siamo in fase di separazione e siamo cointestati sulla nostra casa al 50% con un mutuo cointestato sempre al50% erogato nel2014.Mia moglie vorrebbe cedermi/donare il suo 50% senza che io corrisponda denaro..volevo sapere se mia moglie può uscire dal contratto del mutuo fondiario e io continuare a pagare le rate restanti (alle medesime condizioni)oppure la banca può opporsi visto che poi resterei L unico intestatario sia della casa che del mutuo .grazie

Gentile Oscar, la banca decide in autonomia se liberare tua moglie dall’obbligazione nella restituzione del debito. Si tratta di una pratica di “Accollo con Liberatoria”. Dall’inizio della crisi immobiliare (2010), le banche sono molto rigide nel rilasciare le liberatorie. Un cordiale saluto Giuseppe Palombelli Ceo CasaNoi

wpDiscuz