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Tasse sulla casa, la IUC: IMU-TASI-TARI (aggiornamento 2016)

di CEO di CasaNoi.it 0 commenti in

Definizione di Imposta Unica Comunale (IUC)

La legge di stabilità 2016 ridefinisce l’imposta unica comunale (IUC) nelle sue tre componenti:

  • IMU: patrimoniale a carico del proprietario escluse le abitazioni principali(*)
  • TASI: relativa ai servizi indivisibili a carico sia del proprietario che dell’utilizzatore, escluse le abitazioni principali(*) sia del proprietario che dell’utilizzatore, ad eccezione delle abitazioni di lusso (categorie catastali A1 – A8 – A9).
  • TARI: tassa sui rifiuti a carico dell’utilizzatore.

(*) è assimilata all’abitazione principale quella assegnata al coniuge in caso di separazione legale, annullamento, scoglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, ad eccezione delle abitazioni di lusso (categorie catastali A/1, A/8 e A/9).

Esenzione IMU E TASI per l’abitazione principale (Legge di Stabilità 2016, art. 14 lettera a)

A decorrere dal 2016, l’IMU e la TASI non sono dovute per le abitazioni principali e le relative pertinenze, ad eccezione delle unità immobiliari “di lusso”, censite nelle categorie A/1, A/8 e A/9.

Legge Stabilità 2016 – art. 14 lettera a

…. E’ istituita l’imposta unica comunale (IUC). Essa si basa su due presupposti impositivi, uno costituito dal possesso di immobili e collegato alla loro natura e valore e l’altro collegato all’erogazione e alla fruizione di servizi comunali. La IUC si compone dell’imposta municipale propria (IMU), di natura patrimoniale, dovuta dal possessore di immobili, escluse le abitazioni principali, e di una componente riferita ai servizi, che si articola nel tributo per i servizi indivisibili (TASI), a carico sia del possessore che dell’utilizzatore dell’immobile, escluse le unità immobiliari destinate ad abitazione principale dal possessore nonche’ dall’utilizzatore e dal suo nucleo familiare, ad eccezione di quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, e nella tassa sui rifiuti (TARI), destinata a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, a carico dell’utilizzatore. ….

Esenzione TASI – L’abitazione principale e i terreni agricoli. Le unità immobiliari di cooperative a proprietà indivisa destinate a studenti universitari soci assegnatari. L’abitazione assegnata al coniuge (Legge di Stabilità 2016, art. 14- 15 e 16)

Definizione di Abitazione Principale

Per abitazione principale si intende l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore dimora abitualmente e risiede anagraficamente. Per pertinenze dell’abitazione principale si intendono esclusivamente quelle classifi cate nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, nella misura massima di un’unità pertinenziale per ciascuna delle categorie catastali indicate, anche se iscritte in catasto unitamente all’unità ad uso abitativo.

Dal 2016 la TASI non si applica per le abitazioni principali (fatta eccezion per le abitazioni di lusso) e per i terreni agricoli.

Viene esentato dalla TASI anche l’alloggio di cooperative a proprietà indivisa destinate a studenti universitari assegnatari l’abitazione.

Inoltre viene esentata dalla TASI, in quanto assimilabili ad abitazione principale, la casa assegnata al coniuge in caso di separazione legale, annullamento, scoglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio.

Per le abitazioni di lusso l’aliquota massima è dello 0,40% e la deterazione di euro 200.

Legge Stabilità 2016 – art. 14 lettera b

“ …. Il presupposto impositivo della TASI è il possesso o la detenzione, a qualsiasi titolo, di fabbricati e di aree edificabili, ad eccezione, in ogni caso, dei terreni agricoli e dell’abitazione principale, come definiti ai sensi dell’imposta municipale propria di cui all’articolo 13, comma 2, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, escluse quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 ….”

TASI per abitazioni utilizzate da persone diverse dal proprietario (affittuario, comodatario, etc) (Legge di Stabilità 2016, art. 14 lettera d)

Quando l’abitazione viene utilizzata da un soggetto diverso dal proprietario, ad esempio affittuario o comodatario, la legge di stabilità 2016 prevede che la TASI sia a carico di entrambi.

La quota a carico dell’utilizzatore è stabilita dal comune ed è compresa tra il 10 e il 30%.
La quota a carico del proprietario è compresa tra il 70 e il 90%.

Se però l’utilizzatore destina l’immobile ad abitazione principale non deve pagare la TASI. Invece il proprietario dovrà pagare la quota stabilita dal comune nel 2015; in assenza di delibera comunale, pagherà la quota del 90%. Solo in casi particolari di comodato gratuito tra genitori-figli, il proprietario può usufruire di esenzione della Tasi: vedi link

Legge Stabilità 2016 – art. 14 lettera d

“ ….Nel caso in cui l’unita’ immobiliare e’ occupata da un soggetto diverso dal titolare del diritto reale sull’unita’ immobiliare, quest’ultimo e l’occupante sono titolari di un’autonoma obbligazione tributaria. L’ occupante versa la TASI nella misura, stabilita dal comune nel regolamento, compresa fra il 10 e il 30 per cento dell’ammontare complessivo della TASI, calcolato applicando l’aliquota di cui ai commi 676 e 677. La restante parte e’ corrisposta dal titolare del diritto reale sull’unita’ immobiliare. Nel caso in cui l’unita’ immobiliare e’ detenuta da un soggetto che la destina ad abitazione principale, escluse quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, il possessore versa la TASI nella percentuale stabilita dal comune nel regolamento relativo all’anno 2015. Nel caso di mancato invio della delibera entro il termine del 10 settembre 2014 di cui al comma 688 ovvero nel caso di mancata determinazione della predetta percentuale stabilita dal comune nel regolamento relativo al 2015, la percentuale di versamento a carico del possessore e’ pari al 90 per cento dell’ammontare complessivo del tributo. …..»

Riduzione IMU e TASI per abitazioni locate a canone concordato (Legge stabilità 2016 – art 1 commi 53 e 54)

Il proprietario che affitta un’abitazione a canone concordato nel 2016 paga meno tasse comunali. Con la legge di stabilità 2016 i comuni sono tenuti ad applicare una tariffa pari al 75% delle imposta ordinaria. Lo “sconto” è quindi del 25%.

Articolo scritto da:

Giuseppe Palombelli

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Laureato in scienze agrarie, ha lavorato in diverse realtà del settore immobiliare-finanziario: valutazioni estimative, manager in banche e società di distribuzione collegate (mutui fondiari retail e corporate), amministratore di società immobiliari e di costruzioni, altre organizzazioni. Da una sua idea imprenditoriale, condivisa in team, ha fondato CasaNoi

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