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Impianto geotermico domestico: come funziona, perchè conviene e quanto dura

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impiantogeotermicodomesticoUn impianto geotermico domestico consente di riscaldare la casa in inverno e raffrescarla d’estate, in maniera rispettosa per l’ambiente e ottenendo un significativo risparmio economico. Questa tecnologia consente quindi di racchiudere in un solo impianto le funzioni svolte solitamente da due apparecchiature:

  1. caldaie
  2. condizionatori.

Tuttavia, in ambito residenziale è ancora poco diffusa in Italia, mentre è molto conosciuta e utilizzata nel Nord Europa e negli Stati Uniti.

Alla diffusione della tecnologia nel nostro Paese hanno contribuito comunque negli ultimi anni gli incentivi fiscali della detrazione 65% e quelli previsti dal Conto Termico.

Un impianto geotermico si compone di tre elementi fondamentali:

  1. un sistema di captazione del calore
  2. una pompa di calore geotermica
  3. un sistema di accumulo e distribuzione del calore.

Il sistema di captazione del calore è composto da tubazioni in polietilene che funzionano da scambiatori di calore sottraendolo al terreno o all’acqua.

Le tubazioni si distinguono in:

  • sonde geotermiche verticali
  • sonde o collettori orizzontali.

Le sonde geotermiche verticali  vengono interrate verticalmente a elevate profondità, mentre le sonde orizzontali sono posizionate orizzontalmente a 1, 2 metri di profondità.

La pompa di calore, posta all’interno dell’edificio, è il vero e proprio cuore del sistema. Consente di trasferire il calore dal terreno (o dall’acqua) all’abitazione e di invertire il ciclo in estate, quando il sistema funziona come impianto di raffrescamento.

Gli impianti geotermici sono particolarmente adatti in abbinamento con terminali di distribuzione che funzionano a basse temperature (30 – 50°C), come i pannelli radianti o i ventilconvettori.

I radiatori tradizionali possono anche essere utilizzati, ma risultano completamente inadatti quando l’impianto funziona per il raffrescamento.

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Il serbatoio d’accumulo risulta indispensabile per immagazzinare acqua calda da distribuire quando occorre sia per il riscaldamento che per usi sanitari. All’interno del serbatoio, l’acqua viene riscaldata grazie a particolari serpentine collegate ai vari generatori di calore. Infatti, il sistema funziona bene anche in integrazione con caldaie a condensazione o impianti solari termici.

In linea di massima, un impianto geotermico potrebbe essere realizzato dovunque in Italia, considerate le caratteristiche del sottosuolo.

Tuttavia, per valutare la fattibilità di realizzazione bisogna considerare la presenza di eventuali vincoli idrogeologici o di acqua di falda.

In pratica, dovrà essere condotta una precisa indagine geologica prima di realizzare l’intervento.

L’impianto geotermico è comunque una soluzione ottimale per un edifico di nuova costruzione. Per un edificio esistente il ricorso alla geotermia è invece molto più complesso e va affrontato valutando la disponibilità di suolo e la possibilità di impiantarvi sonde. Certo, nel corso di un intervento di ristrutturazione complessiva e di riqualificazione energetica dall’intero edificio si potrà valutare con realismo l’opportunità di ricorrervi.

Infatti, un aspetto importante per poter ottenere il massimo rendimento da un impianto geotermico è quello di poter disporre di un edifico ben coibentato. Questo si può ottenere solo in caso di nuove costruzioni, dove gli edifici devono rispondere a criteri progettuali piuttosto severi, o al massimo in edifici sottoposti appunto a interventi di riqualificazione complessiva.

Qual è la durata di un impianto geotermico?

La durata di un impianto geotermico può essere calcolata valutando quella individuale di ciascuna componente.

Consideriamo quindi che:

  • una pompa di calore geotermico di tipo domestico dura meno di 15 – 20 anni
  • i pannelli radianti durano circa 20 – 30 anni
  • le sonde hanno una durata pressoché illimitata (80 – 100).
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In ogni caso, la manutenzione dell’impianto è praticamente nulla.

In definitiva, i vantaggi di un simile impianto sono davvero numerosi, a partire da quelli di carattere economico, considerando che, a parte i consumi elettrici della pompa di calore, l’energia geotermica è disponibile in modalità praticamente gratuita.

I costi di esercizio sono inferiori di circa il 60% rispetto a un tradizionale sistema a metano.

A ridurre i costi contribuisce poi il fatto che con un unico sistema si può risolvere sia il problema del riscaldamento che quello del raffrescamento estivo.

Un impianto geotermico è anche una soluzione piuttosto ecologica, perché contribuisce a ridurre le emissioni di CO2 in atmosfera e non inquina i terreni, poiché i liquidi refrigeranti che circolano nelle sonde sono atossici.

La pompa di calore è un dispositivo abbastanza silenzioso, al pari ad esempio di un comune frigorifero.

Articolo scritto da:

Carmen Granata

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Architetto libera professionista e giornalista pubblicista. Si occupa di progettazione e consulenza immobiliare anche online. Servizi dello Studio di Architettura Granata

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