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La biennale di Filicudi, la mostra d’arte più piccola del mondo

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Filicudi - Isole Eolie

Tutto in una notte

In una villa eolina è ospitata la più piccola biennale d’arte contemporanea, che raccoglie i lavori dei tanti artisti e creativi che soggiornano sull’isola nel periodo estivo. L’ho scoperta quest’estate, mentre mi trovavo sull’isola in vacanza e ho pensato di condividere con voi l’evento singolare.

L’idea della biennale di Filicudi

La “Biennalina” è un’idea di Adriana e Jacques Basler che, a partire dal 1996 (anno della prima edizione) l’hanno curata e organizzata con passione e costanza nella loro casa/atelier sull’isola di Filicudi, sesta perla dell’arcipelago siciliano delle Isole Eolie.
Filicudi - Biennalina 2014


La mostra d’arte contemporanea accoglie i numerosi artisti, designer e creativi che d’estate scelgono l’incantevole isola per trascorrere delle rilassanti vacanze estive. Ogni due anni, l’evento si ripete, rappresentando un richiamo per tutti.

Un appuntamento culturale unico, dal titolo La più piccola Biennale d’Arte del mondo. Un primato giustificato non soltanto per le dimensioni raccolte dell’esposizione, ma anche per la sua durata: secondo una formula di successo, infatti, tutto si svolge in una notte, creando una cornice di forte intensità.

La mostra

Nella notte del 18 agosto 2014 si è tenuto l’evento all’interno della residenza estiva dello scultore svizzero, riunendo le opera di circa 30 artisti: scultori, pittori, designer, architetti, fotografi che da anni frequentano l’isola.

Tra le diverse stanze della villa e nel patio la mostra collettiva ha riunito opere di pittura, installazioni, fotografie e video intrecciati con naturalezza all’ambiente domestico. Lavori che narrano delle tradizioni locali e dei miti eoliani, che traggono spunto dal mare o che raccontano la storia del magico luogo di origine vulcanica abitato da pochi, che possiede una natura primordiale e caotica, tutta da scoprire.

Biennalina d’arte 2014, decima edizione: i lavori

fotografie dell’isola di Alicudi a diverse ore del giorno di Roman Reifler

Tanti sono stati gli artisti che hanno partecipato all’evento; per molti non era la prima volta. I loro lavori, frutto di diverse espressioni d’arte, girano intorno al rapporto degli artisti con Filicudi; raccontano punti di vista originali ed emozionati, capaci non soltanto di stupire, ma anche di svelare aspetti inediti della vita filicudara.

Tra le opere che meritano di essere menzionate quelle di Lucio la Pietra che ha esposto un video dove eleggeva a monumenti alcune delle piante tipiche dell’isola e un altro lavoro su carta, una sorta di mappatura del luogo.

Le foto di Maria Vittoria Backhaus, accompagnate dal libro Percorsi della memoria – I luoghi del confino di Giuseppe la Greca, ricordavano coloro che all’inizio del ‘900 venivano mandati sull’isola a scontare il periodo di pena.

Invece, nella cantina, laboratorio/studio dello scultore Basler (il proprietario) vi erano, oltre le sue possenti sculture saldate, un grande ritratto realizzato da Emilio Battisti e e piccole fotografie dell’isola di Alicudi a diverse ore del giorno di Roman Reifler.
Opera di Marina Clemente


All’esterno trovavano spazio un attraente scudo traforato retroilluminato di Marina Clemente e le incantevoli sculture luminose a forma di medusa di Martina Manno, realizzate interamente con plastica riciclata.

Tra gli artisti:

Jaques Basler, Maria Vittoria Backhaus, Giovanni Gastel, Goldi E Chiari, Ugo La Pietra, Laura Viale, Emilio Battisti, Franco Menna, Francesco Pessina, Franco Raggi, Elena Marietti, Francesca Mosconi, Maurizio Peregalli, Umberto Passeretti, Aurelia Raffo, Johnny Dell’orto, Massimo Rinversi, Marcel Cordeiro, Stefano Butturini, Gaia Geneston, Roman Reifier, Loredana Salzano, Alina Maslowski, Eliana Lorena.

L’atmosfera

Sopra la testa si è aperta la concorrenza delle stelle, il loro mercato illuminato. In mezzo passa un corso principale, una via salmastra più che lattea, un traffico di ammassi.
Erri De Luca, Storia di Irene, Feltrinelli editore, Milano 2013

sculture luminose a forma di medusa di Martina Manno


Ci siamo incamminati per le antiche mulattiere buie, armati di torce per illuminare i gradoni di roccia. Il cielo era stracolmo di stelle, la vai lattea appariva vicinissima. I profumi della vegetazione selvatica o dei fiori che adornano le ville si percepiva a tratti, all’improvviso.

La casa della Biennalina è ospitale: tra vino e malvasia i tanti villeggianti, amici, appassionati d’arte e curiosi di ogni età si sono recati lì fino oltre la mezzanotte.

La chiesa di Pecorini (uno dei piccoli centri abitati dell’isola) non è lontana dalla villa. Ed infatti, poco dopo la mezzanotte ecco arrivare anche il giovane parroco. L’ospitale Adriana si rallegra della sua visita e gli offre qualcosa da bere. E’ giunta anche a lui la voce che dopo vent’anni l’evento non si ripeterà più. “Almeno in questa villa. Speriamo che qualche giovane colga l’occasione per organizzare la piccola biennale in un’altra abitazione di Filicudi”, si augura la cortese padrona di casa.

Insomma la Biennalina di Filicudi è un evento di richiamo che piace un po’ a tutti e sono in molti, infatti, a desiderare che la piccola biennale continui negli anni futuri.
Lunga vita alla Biennalina!

Biennalina d’arte 2014, decima edizione
Evento all’interno della programmazione “Un’estate a Filicudi”
Località Pecorini Chiesa
Filicudi, Isole Eolie, ME

Articolo scritto da:

Martina Adami

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Critica e curatrice di arte contemporanea, vive e lavora a Roma. Al suo attivo vanta la realizzazione di mostre sia collettive sia personali; è stata assistente per una galleria d’arte, oltre ad essere collaboratrice di diversi artisti. Dal 2011 collabora con varie testate di arte contemporanea («Artribune», «Inside art», ecc.) scrivendo recensioni, interviste e articoli di approfondimento. Ha vissuto a Londra da dove è stata corrispondente estera per «Exibart», «Exibart International» e «Inside Art». Tra le esperienze più significative la collaborazione con l'Istituto Nazionale per la Grafica dove ha svolto ricerche bio-bibliografiche e seguito la digitalizzazione dell’archivio video. Adora girare in bicicletta, spostarsi da un'inaugurazione all'altra e visitare gli artisti nei loro studi. Il suo blog personale è www.martbug.it.

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