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La sedia Panton di Vitra

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La sedia Panton di VitraAnnoverata tra i classici intramontabili del design, la Panton Chair fu messa a punto dal designer danese Verner Panton, che aveva lavorato per anni al suo prototipo, nel 1960. Fu poi sviluppata in produzione in collaborazione con Vitra e lanciata sul mercato nel 1967.

Trascorsero quindi diversi anni prima che l’ambizioso progetto del designer di realizzare con un unico stampo una sedia basculante fatta totalmente di plastica, da semplice segno grafico su un foglio si trasformasse in realtà.

La Panton Chair è diventata così un arredo – icona, che ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali ed è presente nelle collezioni permanenti dei più importanti musei; inoltre nel 1995 è stata protagonista della copertina della versione britannica di Vogue.

La sedia è stata la prima a essere prodotta con un unico foglio di plastica tinto in massa, ma solo nel 1999 è stato possibile svilupparla secondo il progetto originario.
Schienale, seduta e base sono infatti stampati a iniezione da un unico blocco di polipropilene opportunamente piegato.

Diversi sono gli ingredienti che ne hanno decretato il successo, inossidabile al di là degli anni trascorsi:
– sicuramente la particolarità della forma sinuosa, ideata per seguire l’anatomia delle linee del corpo
– l’innovativo materiale utilizzato
– la versatilità che la rende adatta a ogni ambiente.

La combinazione tra la piegatura a sbalzo dalla forma antropomorfa della sedia e il materiale piuttosto flessibile determinano un’ampia comodità della seduta.

I primi modelli erano realizzati in poliestere rinforzato con fibroresina e poliuretano espanso, mentre dagli anni Ottanta venne impiegata schiuma poliuretanica.

Infatti, verso la fine degli anni Settanta Vitra cessò la produzione della sedia perché constatò che il materiale fino ad allora utilizzato, Luran S stampato a iniezione ASA, tendeva a deteriorarsi col tempo.
Fu così che la produzione ricominciò solo nel decennio successivo, grazie all’utilizzo della più costosa ma sicuramente più affidabile schiuma poliuretanica.

La sedia consente un uso versatile, adatto tanto in interni che in esterni, infatti nella produzione sono utilizzati particolari additivi che concorrono a prevenire lo scolorimento dovuto ai raggi UV. Tuttavia, un’esposizione prolungata ai raggi solari può lievemente alterarne il colore, per cui si sconsiglia di tenerla al sole più del necessario.
E’ impilabile fino a un massimo di 5 elementi ed è disponibile nella finitura lucida nei colori Bianco, Nero o Rosso e nella più recente finitura satinata nei colori Bianco, Nero, Rosso Classico, Mandarino, Grigio Ghiaccio e Chartreuse.

Le dimensioni standard sono di 50 cm di lunghezza, 61 cm di profondità e 83 cm di altezza, ma esiste anche una simpatica versione Kids, disponibile nei colori Bianco,Rosso, Arancio, Rosa, Azzurro o Verde lime e nelle dimensioni 37,6 cm x 44,6 cm x 62,8 cm, con altezza della seduta cm 33.

Del resto, con i suoi colori vivaci e luminosi e il disegno morbido delle curve, la Panton Chair non può non essere apprezzata anche dai bambini. Il progetto di questa versione, più piccola di circa un quarto rispetto al modello originale, era stato ideato da Verner Panton in collaborazione con Vitra oltre 35 anni fa, ma non era stato possibile attuarlo per motivi economici. L’idea dell’autore ha così potuto vedere la luce solo nel 2006, grazie a un accordo con Marianne Panton, la vedova del designer.

Articolo scritto da:

Carmen Granata

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Architetto libera professionista e giornalista pubblicista. Si occupa di progettazione e consulenza immobiliare anche online. Servizi dello Studio di Architettura Granata

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