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Progetto Pure Air Zone a Torino

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Nelle grandi metropoli l’inquinamento si sente tutti i giorni, senza che ci sia bisogno di far ricorso a misurazioni strumentali. Infatti, sono frequenti per i cittadini disturbi come bruciore alla gola e si avvertono facilmente odori acri e sgradevoli.

pure-air-zoneQualche soluzione concreta quindi bisogna iniziare a metterla in atto. I programmi delle amministrazioni comunali puntano in genere soprattutto su una mobilità più sostenibile, ma intanto a Torino si sta provando il progetto denominato Pure Air Zone.

Il progetto sarà eseguito dall’azienda europea U-earth e per il momento è in fase di sperimentazione da parte del Torino Living Lab.

L’azienda europea interverrà all’interno della città in due modi:
– con l’installazione delle centraline AIRcel
– con i centri di monitoraggio U – monitor.

Le prime centraline sono state installate presso il “Giardino dispersi sul fronte russo” di corso Svizzera, all’angolo con via Medici. In questo modo, Torino ha dato l’avvio a un programma di creazione di una vera e propria zona di aria pura in città. Nei prossimi mesi ne saranno poi installate altre nel parco giochi adiacente ai giardinetti, in una scuola dello stesso quartiere e in un ospedale.

Esse purificheranno l’aria utilizzando una carica molecolare che attirerà inquinanti di vario tipo per distruggerli trasformandoli in scorie non pericolose per l’ambiente. In pratica, gli agenti inquinanti sono attratti dai depuratori per carica elettrica molecolare; vengono poi catturati e distrutti da microrganismi che “si nutrono” di inquinamento, pertanto si riesce ad avere aria più pulita, senza dover smaltire scorie nocive.

Si tratta quindi di un sistema totalmente biologico in grado di catturare le sostanze inquinanti e trasformarle in prodotti completamente innocui per l’uomo e l’ambiente. La biotecnologia sviluppata dall’azienda U – earth sfrutta in pratica gli stessi meccanismi naturali che il pianeta solitamente adotta per liberarsi dagli agenti contaminanti.

Il funzionamento delle centraline avviene grazie a:
– U – Ox, una formula composta da vari microorganismi ed enzimi, da ricaricare sulle centraline ogni 30 giorni
– una certa quantità d’acqua da rifornire ogni 5 – 6 giorni.

I microorganismi e gli enzimi che compongono la miscela U – Ox sono:
– non tossici
– non patogeni
– non geneticamente modificati
– estratti da fonti di origine completamente naturale.

U – monitor è invece un innovativo sistema di monitoraggio dell’aria che quest’anno ha vinto il premio SMAU innovazione 2016.
I primi sensori sono già stati installati negli stessi giardinetti lo scorso 15 giugno e sono in funzione dal 21 giugno, per cui già ora stanno svolgendo la funzione di monitoraggio dell’aria.

Le sostanze rilevate sono prodotti come VOC, CO, NO2, PM10 e PM2,5.
Le rilevazioni vengono compiute ogni 5 minuti e, grazie al servizio di cloud computing Microsoft AZURE, vengono elaborate, analizzate e rese disponibili a tutti. I dati raccolti quindi possono essere analizzati non solo dagli esperti, ma anche dal singolo cittadino. Compito degli esperti, in particolare, sarà quello di osservare le dinamiche nel tempo, analizzare i picchi e rilevare i valori notturni.

Le tecnologie utilizzate per queste progetto sono in realtà note da oltre 20 anni e vengono attualmente già impiegate in Italia, ma solo per contesti industriali e ospedalieri.

Il problema è per il momento solo di costi. La sperimentazione non a caso è attuata in questo periodo solo in un ridotto pezzetto di città. Quali sarebbero i costi se si volesse estenderla a tutto l’ambito urbano? Questo problema ci fa capire che, per quanto utile e interessante l’iniziativa, dovrà comunque essere accompagnata da altre soluzioni da mettere in atto simultaneamente.

Articolo scritto da:

Carmen Granata

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Architetto libera professionista e giornalista pubblicista. Si occupa di progettazione e consulenza immobiliare anche online. Servizi dello Studio di Architettura Granata

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