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Regole da rispettare per affittare casa su Airbnb

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In questi giorni di discussione della Legge di Bilancio in Parlamento si è sentito parlare anche di una possibile regolamentazione di Airbnb.

affittare-casa-su-airbnbAirbnb è una piattaforma di condivisione nata qualche anno fa negli Stati Uniti e poi diffusasi in tutto il mondo che consente a privati cittadini di affittare le proprie abitazioni a turisti di tutto il mondo contattati sul Web. Per usufruire del servizio è sufficiente iscriversi al sito, al quale poi si paga una piccola commissione per l’attività di intermediazione tra proprietario e affittuario.

La legge italiana non prevede una specifica regolamentazione di questo tipo di affitti ed è per questo che era stata proposta l’istituzione di un apposito registro e la tassazione con cedolare secca al 21%.

Dopo lo stop arrivato via Twitter dal premier Renzi, però, la riforma è stata rimandata a data da destinarsi.

Chi intende avvalersi del portale o lo sta già facendo è bene conosca allora le regole da rispettare attualmente in vigore, per non commettere illeciti e trovarsi poi in difficoltà.

I principali requisiti da rispettare riguardano proprio l’immobile da affittare, che deve essere esclusivamente di tipo residenziale e conforme a tutte le norme igienico sanitarie previste a livello edilizio.

È importante però rispettare anche qualche regola di carattere morale: la casa in cui ospitare deve essere pulita e accogliente, per offrire ai turisti una sistemazione consona.

Bisogna poi conoscere i regolamenti locali, perché Comuni e Regioni possono legiferare autonomamente in materia.

La Regione Lombardia, ad esempio, prevede requisiti molto stringenti, come la presenza nell’immobile di un estintore anche se non si tratta di una struttura alberghiera, oppure regole sul numero di salviette o di posate che devono essere presenti in casa a disposizione degli ospiti.

Leggi  Deduzione Irpef per acquisto abitazioni da destinare a locazione a canone concordato

È necessario comunicare all’ente interessato (Comune di appartenenza o Agenzia Regionale del Turismo) che si intende affittare l’abitazione per uso turistico.

Nel modello per la comunicazione vanno indicati i dati identificativi del proprietario e l’indirizzo dell’immobile. In qualche caso è prevista anche l’allegazione di una planimetria.

Trattandosi di una locazione breve, di durata inferiore ai 30 giorni, non è necessario stipulare un contratto scritto e registrarlo all’Agenzia delle Entrate.

Nel momento stesso in cui in cui arrivano gli ospiti, però, bisogna comunicare le loro generalità alla Questura, attraverso il portale della Polizia di Stato, al quale occorre registrarsi.

È opportuno stipulare una polizza assicurativa di responsabilità civile per tutelare gli ospiti da possibili infortuni che possono avvenire in casa. Anche in questo caso la Regione Lombardia, che ha legiferato in materia, impone la sottoscrizione della polizza come obbligo. Nel resto d’Italia, pur non essendo, almeno per il momento, obbligatorio, è fortemente consigliabile.

Ogni Comune può poi stabilire se per l’attività di Airbnb è dovuta una tassa di soggiorno. Importo della tariffa e numero di giorni per i quali è dovuta variano da città a città.

Il reddito percepito con la locazione ai turisti dovrà essere naturalmente dichiarato al momento della denuncia dei redditi.

Per il momento non sono ancora chiare le regole, per cui è consigliabile seguire le norme previste per attività non professionali, come quelle degli affittacamere. Quindi, occorre denunciare i ricavi nel quadro destinato ai redditi diversi da quello principale.

Articolo scritto da:

Carmen Granata

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Architetto libera professionista con studio in Crispano (Napoli). Si occupa di progettazione e consulenza immobiliare. È giornalista pubblicista. Il suo blog è www.guidaxcasa.it.

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