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Arriva la Scheda Fast per valutare velocemente l’agibilità post-terremoto

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agibilita_sismica_scheda_fastLa protezione Civile ha messo a punto la scheda Fast per consentire ai tecnici di valutare con una procedura veloce l’agibilità degli edifici colpiti dai sismi del 24 agosto e del 26 e 30 ottobre 2016.

La denominazione Fast, oltre a richiamare alla mente la velocità e l’urgenza dell’operazione consentita, è un acronimo che significa Fabbricati per l’Agibilità Sintetica post-Terremoto.

Questa nuova procedura non potrà però essere utilizzata per monitorare gli edifici già controllati con la scheda Aedes. La Protezione Civile ha anche precisato che la nuova procedura velocizzata non andrà a sostituire la scheda Aedes.

I controlli effettuati con la scheda Fast non potranno inoltre essere utilizzati per monitorare gli edifici duramente colpiti dagli ultimi sismi, ricadenti all’interno delle aree perimetrate con ordinanza sindacale. In queste zone infatti sarà necessario effettuare controlli più approfonditi e procedere con interventi di ricostruzione.

I tecnici incaricati di effettuare questi controlli potranno essere architetti, ingegneri e geometri e dovranno essere segnalati:

– dai Consigli Nazionali di appartenenza

– dalle rispettive amministrazioni, in caso di dipendenti pubblici.

Una volta individuati, i soggetti dovranno essere accreditati dalla Dicomac, il centro di coordinamento nazionale della Protezione Civile.

I tecnici liberi professionisti dovranno avere un titolo di studio relativo tale da comprovare la competenza in materia strutturale, essere abilitati e iscritti ai rispettivi ordini o collegi di appartenenza.

I tecnici dipendenti dalle pubbliche amministrazioni potranno invece anche non essere abilitati o iscritti agli albi ma, nel loro caso, l’ente dovrà presentare una dichiarazione che attesti una comprovata esperienza nel settore.

La valutazione con la scheda Fast può essere effettuata mediante  una rapida ricognizione:

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– su singoli edifici

– su gruppi di fabbricati ubicati nelle aree perimetrate.

Queste ultime sono individuate dai Sindaci quali rappresentanti locali della Protezione Civile.

Nel caso non sia possibile effettuare il sopralluogo, bisognerà indicarne il motivo nella scheda, ad esempio per difficoltà di accesso all’area o per assenza del proprietario.

La scheda Fast è costituita da una singola facciata, simile alla prima pagina della scheda Aedes, su cui devono essere riportate le seguenti informazioni:

– identificativo dell’edificio, costituito da indirizzo, estremi catastali e denominazione

– rappresentazione planimetrica dell’edificio oggetto di sopralluogo

– caratteristiche geometriche (numero dei piani, altezza media e superficie di piano)

– destinazione d’uso

– tipologia di struttura portante

– esito finale.

La valutazione sarà quindi effettuata sulla base di un giudizio esperto e condotta in tempi brevi per valutare se l’edificio può essere ancora riutilizzato garantendo una certa sicurezza per l’incolumità in caso di altre scosse.

L’esito del sopralluogo potrà essere uno dei seguenti:

– edificio agibile

– edificio non utilizzabile

– edificio non utilizzabile per solo rischio esterno.

Le valutazioni saranno gestite dal Sindaco e dal Centro Operativo del Comune, che segnalerà ai cittadini le date dei sopralluoghi. Quindi, i Comuni consegneranno alle squadre di tecnici l’elenco degli edifici da verificare e questi restituiranno le schede compilate con gli esisti delle valutazioni. Un’altra copia delle schede andrà ai Centri Operativi sovracomunali che redigeranno una lista riepilogativa da inviare quotidianamente alla Dicomac e ai Sindaci.

Articolo scritto da:

Carmen Granata

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Architetto libera professionista e giornalista pubblicista. Si occupa di progettazione e consulenza immobiliare anche online. Servizi dello Studio di Architettura Granata

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