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Pulizia e manutenzione della cappa

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Come pulire la cappa della cucina

cappa-della-cucinaAlmeno una volta al mese è necessario procedere a una accurata pulizia e manutenzione della cappa della cucina.

Il modello filtrante, in particolare, utilizza dei filtri che, con il passar del tempo, tendono ad assorbire l’unto, per cui il loro funzionamento può essere compromesso e possono generare cattivi odori. Per questo motivo, e per evitare la proliferazione dei germi, bisogna procedere alla loro pulizia. Tra l’altro, il grasso che si deposita sui filtri è incendiabile e anche per questo motivo bisogna pulirli periodicamente.

La manutenzione dei filtri garantisce quindi un funzionamento ottimale dell’elettrodomestico.

Per prima cosa bisogna distinguere due tipi di filtri della cappa:
– i filtri antigrasso
– i filtri antiodore.

I filtri antigrasso possono essere sintetici o metallici. Quelli sintetici, a seconda dei tipi, devono essere sostituiti o possono essere lavati per un certo numero di volte. Quelli metallici possono essere invece semplicemente lavati.

La frequenza con cui compiere le operazioni di pulizia dipende ovviamente dall’uso che si fa della cappa. Per una famiglia composta da 3 – 4 persone che utilizza quotidianamente la cucina, almeno ogni 2 o 3 mesi i filtri sintetici vanno sostituiti, mentre quelli metallici devono essere lavati.

Alcuni modelli di cappa di ultima generazione presentano una “spia filtri” che segnala quando devono essere sostituiti i filtri antigrasso e antiodori.

Per effettuare le operazioni di manutenzione e pulizia è necessario seguire attentamente il libretto di istruzioni dell’elettrodomestico, in quanto le caratteristiche possono variare da modello a modello. La lettura delle istruzioni è importante per evitare danni e anche per non rischiare di perdere la garanzia.

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Naturalmente, prima di iniziare con le operazioni di pulizia occorre distaccare l’elettrodomestico dalla corrente elettrica.
Per prima cosa bisogna rimuovere la griglia della cappa, smontandola.

Il filtro, se vecchio e consumato, apparirà di colorito grigiastro. Sostituitelo quindi con quello nuovo.
Se il filtro non è irrimediabilmente compromesso, potete lavarlo a mano o in lavastoviglie. Per il lavaggio a mano procedete in questo modo: fate bollire una pentola di acqua di rubinetto, versatevi 3 o 4 misurini di bicarbonato e fate sciogliere il composto aiutandovi con un mestolo dal manico lungo. Quindi, immergete il filtro e lasciatelo in ammollo per almeno 2 ore. Dopo estraetelo e mettetelo ad asciugare su un panno di cotone. Quando sarà completamente asciutto potrete rimontarlo in sede.

Prima di essere rimontata, anche la griglia dovrà essere lavata. Si può procedere semplicemente lavandola con acqua a e detersivo per piatti ma, se appare particolarmente unta, potete metterla a bagno per una mezz’oretta in acqua, con un cucchiaio di aceto e un paio di cucchiai di bicarbonato.

Mentre procedete alla fase di pulizia del filtro e della griglia, lasciandoli in ammollo, potete occuparvi della pulizia delle altre parti della cappa.
Utilizzate quindi una spugna morbida con poco detersivo neutro. Prodotti acidi e troppo aggressivi infatti possono danneggiarne la superficie.Dopo aver lavato, sciacquate tutta la superficie con un panno morbido imbevuto di acqua. Asciugate con un panno morbido avendo cura di seguire la satinatura, se la cappa è in acciaio inox.

Una volta all’anno provvede alla pulizia del condotto interno.

Oltre ai prodotti neutri o a quelli naturali, le principali case produttrici mettono a disposizione dei consumatori linee specifiche per la pulizia delle cappe. E’ utile quindi informarsi presso il proprio rivenditore sulla possibilità di utilizzare tali prodotti.

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Per mantenere in buono stato la cappa e farla funzionare bene e a lungo è importante usarla correttamente. La cappa deve essere infatti accesa ogni volta che si cucina. Anzi, sarebbe opportuno accenderla qualche minuto prima e spegnerla qualche minuto dopo che si è terminata la cottura.

La portata dell’aspirazione dovrà essere ovviamente adeguata alla pietanza che si sta cuocendo e agli eventuali odori prodotti. Andrà variata quindi a seconda se fate semplicemente bollire l’acqua, fate una frittura o arrostite una bistecca.

Articolo scritto da:

Carmen Granata

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Architetto libera professionista e giornalista pubblicista. Si occupa di progettazione e consulenza immobiliare anche online. Servizi dello Studio di Architettura Granata

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