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Analisi del mercato immobiliare di Roma (II semestre 2014)

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Il mercato immobiliare di Roma ha evidenziato, nella seconda parte del 2014, segnali di miglioramento, anche se di intensità ancora molto contenuta per poter parlare di inversione del ciclo negativo.
 
Si è attenuata nei diversi comparti la rigidità dell’offerta, evidente nel progressivo consolidamento degli sconti concessi in fase di trattativa, accompagnata, nel segmento abitativo, da una riduzione della flessione della domanda, specie per quanto riguarda la locazione.
 
Pur in un quadro complessivamente negativo, si sono ridotte le spinte recessive dei valori in tutti i segmenti di mercato: con il calo registrato nel semestre, l’intensità dell’arretramento rispetto ai picchi della fase espansiva è del -17%/-18% per tutti i comparti immobiliari.
 
Lievi segnali di miglioramento congiunturale giungono dalla stabilizzazione, dopo svariati semestri di crescita ininterrotta, dei tempi medi di trattativa che si mantengono, comunque, in prossimità dei massimi storici e dall’attenuazione della flessione dei canoni di locazione.
 
Se il settore residenziale vede un modesto rilancio della locazione, attestato da un consolidamento della componente di domanda che si rivolge al mercato dell’affitto, la situazione per il segmento degli immobili d’impresa, dove la domanda si conferma decisamente rarefatta e le difficoltà legate al ciclo economico sono più severe, rimane piuttosto critica.
 
Il calo dei prezzi, l’ampliamento dei tempi medi di vendita intorno ai 10 mesi, l’elevato divario tra prezzo richiesto ed effettivo, in particolare per le zone periferiche, sono alla base del deterioramento del grado di liquidità complessivo che induce molti operatori ad assumere un atteggiamento attendista.
 
I segnali di debolezza sono estesi anche al settore locativo dove, nonostante una flessione ormai non più trascurabile dei canoni rispetto ai valori di picco, non si rilevano per il momento incrementi significativi della componente di domanda.
 
L’analogia delle dinamiche di prezzi e canoni ha determinato modeste oscillazioni dei rendimenti potenziali lordi da locazione che, con la sola eccezione del comparto industriale, si sono generalmente mantenuti al di sopra dei livelli medi registrati nella maggior parte delle 13 città monitorate.
 
Anche dal punto di vista previsionale, la situazione continua ad essere nel complesso ancora piuttosto negativa. Se per il mercato residenziale e, in misura minore, per quello commerciale, ci si attende quantomeno un assestamento del numero di contratti, associato ad un’attenuazione della flessione dei valori, per tutti i restanti comparti si prevede un ulteriore arretramento di prezzi e canoni e una progressiva riduzione dell’attività transattiva nonostante gli esigui livelli ad oggi raggiunti.
 

Articolo scritto da:

Nomisma

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Nomisma è una società indipendente che realizza attività di ricerca e consulenza economica per imprese, associazioni e pubbliche amministrazioni, a livello nazionale e internazionale.

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