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Un nuovo progetto di design: “Diventa protagonista”. Intervista all’architetto Drigo.

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Neolaureata in architetturaLa crisi del mercato immobiliare e dei settori correlati ha reso gli ultimi anni particolarmente duri per i laureati in architettura. Infatti, a cinque anni dalla laurea triennale, i laureati in architettura devono fare i conti con uno tasso di disoccupazione uguale al 17,7% contro una media del 5,5% delle altre facoltà. Al tasso di disoccupazione, inoltre, va aggiunta una retribuzione media pari ai 1085 euro. Per chi decide di conseguire la laurea magistrale, il tasso di disoccupazione è al 30,5% e lo stipendio medio dopo tre anni di lavoro è di soli 1.101 euro.
In una situazione così difficile, un progetto di design come Diventa protagonista potrebbe rappresentare una soluzione ponte tra i neolaureati e il mondo del lavoro e colmare le distanze che normalmente li separano.
Ne parliamo con uno dei due ideatori, Daniele Drigo, un giovane architetto, urbanista e interior design.

 
 

Allora, Daniele raccontaci un po’ di te e da dove nasce “Diventa Protagonista”. Cos’è esattamente e quali obiettivi si prefigge?
 
Il progetto nasce da me e dal mio socio Ing. Francesco Montano, dopo un susseguirsi di idee che con il passare del tempo sembravano fondersi una nell’altra. Portando avanti la quotidiana professione di architetto, mi sono ritagliato degli spazi, anche la notte, per scrivere articoli di architettura, design ed arte. La voglia di scrivere e raccontare le proprie passioni era troppo forte.
Da qui, inizia a prendere vita l’idea del progetto. L’ambito lavorativo e la collaborazione con aziende e artigiani locali mi hanno fatto scoprire la professionalità con cui lavorano e la qualità dei materiali utilizzati.
Il desiderio di poter realizzare un mio design, di vedere un’idea prendere materialmente vita, mi ha convinto a creare una rete che inglobasse architetti, designer e studenti. Una struttura che potesse far emergere me e altri ragazzi e che, allo stesso tempo, potesse far crescere e lavorare altre aziende. L’obiettivo è dare visibilità a nuovi designer e favorire lo sviluppo di piccole aziende italiane come ad esempio le falegnamerie. L’intento è di partire dal mercato italiano fino a promuovere il made in Italy all’estero.

 

Il progetto è strutturato fino al minimo dettaglio: dalla fase di progettazione alla realizzazione, alla promozione e alla vendita del complemento d’arredo. Tutto questo solo dopo un regolare concorso di design, giusto? Spiegaci bene come funziona. Avete già qualche accordo con qualche università o istituto di design? Come pensate di muovervi?
 
Diventa protagonista, un nuovo progetto di design per promuovere il made in italyIn un anno abbiamo formato un team di designer, quello che io chiamo il “team base”, selezionato sia per capacità e competenze, sia per interesse e voglia di realizzare qualcosa di proprio, voglia di mettersi in gioco.
Partiremo con una trentina di designer e con altrettanti complementi d’arredo. L’idea è stata quella di selezionare i designer nelle città italiane che avessero importanti università di architettura e design, in modo che ogni membro del team potesse promuovere fisicamente i futuri concorsi all’interno degli istituti.
Come si dice: “l’unione fa la forza”.
Da parte nostra, invece, stiamo avviando contatti diretti con le università e con gli albi professionali, sperando che il loro interesse sia sempre maggiore e che possa crescere con noi. I futuri concorsi offriranno come premio la possibilità di entrare a far parte del team, di realizzare e vendere un proprio complemento d’arredo.
Avendo vissuto direttamente sulla mia pelle cosa voglia dire partecipare ad un concorso, posso assicurare che saranno svolti regolarmente e non solo per una questione etica, ma proprio per una questione professionale.
L’obiettivo non è aumentare il numero di designer, ma migliorare la qualità del nostro design. I giudici non saremo solo noi, ma tutti i designer e le aziende, cosìcché verrà scelto il progetto più funzionale, innovativo ed idoneo al miglioramento dell’intero team.
 

Ci viene spontaneo chiederti cosa ne pensi delle piattaforme come CoContest che ripropongono sul web il modello del concorso, della gara, dando la possibilità anche alle persone comuni di entrare in contatto con gli architetti di tutto il mondo? Trovi che siano di aiuto per la tua professione?
 
Un giovane architetto neolaureato se decide di rimanere in Italia si trova davanti a due possibilità: lavorare sottopagato in uno studio o avventurarsi nella libera professione, che a causa del poco lavoro e dell’alto regime fiscale ti fa ritornare alla prima soluzione.
Quando esci dalla facoltà di architettura, esci come sognatore ma la realtà poi è ben diversa. Proprio per questo motivo, piattaforme come CoContest offrono la possibilità a noi architetti di mostrare le proprie capacità e di poter vedere realizzato qualche progetto.
Penso sia interessante non solo a livello economico, ma proprio come stimolo a mettersi in gioco avendo anche soddisfazioni personali, cosa importantissima. Allo stesso tempo, offrono al cliente la possibilità di poter scegliere tra vari progetti il più adeguato al proprio gusto a costi più bassi, che di questi tempi non è poco.

 

Leggiamo che cercate diverse figure professionali: dall’architetto al fotografo, al proprietario del negozio di arredamento.
Si può affermare che “Diventa protagonista” incarni in pieno l’esigenza di “fare community” tra  professionisti e crearsi da soli il lavoro? Tutto ciò ricorda molto il co-working, non tanto per la condivisione degli spazi fisici, quanto delle idee. Tu cosa ne pensi? 

 
Questa è la nostra idea di base, o meglio, più che un’idea è una necessità. Ritengo che i rapporti interpersonali stimolino l’individuo sia in ambito sociale che in ambito lavorativo. Vedere al nostro fianco persone motivate, con idee e voglia di fare, può far crescere la nostra motivazione.
Il progetto che sta nascendo cercherà appunto di fare community e di inglobare più figure professionali, quelle figure che spesso vengo etichettate come “venditori di fumo”. Per chi è estraneo al mondo dell’architettura e del design, un progetto viene visto come qualcosa di intangibile e fanno fatica ad apprezzare lo sforzo e la ricerca che c’è dietro. Proprio queste saranno le persone che faranno parte del progetto, dall’architetto, al designer, all’artista.

 

In conclusione, lanciamo un messaggio di speranza ai ragazzi che vogliono iscriversi ad architettura? Con le piattaforme web e le iniziative come “Diventa Protagonista” c’è ancora qualche chance di far conoscere il proprio talento? 
 
L’architettura ed il design sono la mia passione e non potrei farne a meno. Può sembrare una frase banale, ma se una cosa la si fa con piacere è sempre la scelta giusta. Vista la mia età, mi ritengo professionalmente ancora giovane, quindi avrei bisogno anch’io di consigli.
L’unica cosa che mi sento di consigliare è di non aspettare il giorno della laurea per cercare una strada lavorativa, ma di iniziare sin da subito un proprio percorso; di essere curiosi, di provare e di cogliere tutte le opportunità, perché anche quella che può sembrare senza valore a volte è quella giusta.
Il nostro progetto, così come le altre piattaforme, vuole incuriosire, invogliare, mettere in mostra chi ha il coraggio di farlo e queste persone in Italia non mancano.

Articolo scritto da:

Melina Forte

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Lavora come Seo Specialist a CasaNoi. In passato ha lavorato come redattrice web per la minimum fax, come stagista nell'area informatica presso il Comune di Roma e come stagista in architettura delle informazioni presso Eustema Spa. Collabora a Romaapiedi.com.

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