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A Light night, l’arte della luce

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La luce è vita, è energia, è ciò che fa vedere i colori; la luce ha il potere di mostrare e nascondere le cose, di dilatare e scandire lo spazio; la luce influisce sul nostro umore e sulla nostra salute.

La luce arreda

Light Night, 2006, cartoncino, filo di cotone, lampade alogene - Scultura di carta a forma di casa. Sulle superfici esterne sono state ricamate le stanze e la vita che generalmente le mura di una casa nascondono e proteggono

Soprattutto all’interno della casa, la luce riveste un’importanza fondamentale: rende più belli e vitali gli ambienti, dona eleganza e intimità alla vita domestica. Per questo, sono molti gli artisti che fanno uso dell’enorme potenziale della luce nel loro lavoro.

La luce, un medium

E’ risaputo che un ambiente ben illuminato migliori le qualità della vita. L’artista albanese Anila Rubiku (1970), è tra quegli artisti che utilizzano la luce come medium per raccontare lo spazio domestico. A Light night, è il titolo del progetto che fa parte della Targhetti Light Art Collection – una delle collezioni più prestigiose al mondo dedicata a opere d’arte luminose.

Sculture di luce

Houses of the rising sun, 2005. Una spirale di casette illuminate.

Ispirata dalle attività intime che si svolgono nell’ambiente domestico, come i lavori tradizionali femminili, Anila ha unito e fuso tra loro il ricamo e la luce artificiale, necessaria a questo tipo di attività se svolte nelle ore serali. A Light night è una scultura di carta a forma di casa. Sulle superfici esterne sono state ricamate le stanze e la vita che generalmente le mura di una casa nascondono e proteggono, rendendole in questo modo visibili allo spettatore.

Luce, segno di vita

particolare di un lato della casa

L’artista racconta: “Dove c’è la luce accesa, c’è vita! Sono nata e cresciuta in Albania e spesso la corrente mancava. Non era una grande gioia, interi quartieri rimanevano senza luce […]. Se volevamo andare a salutare il vicino, spesso davamo un’occhiata dalla finestra verso la casa di fronte. Se la luce era accesa significava che c’era qualcuno lì dentro. Nel tempo ho capito che per conoscere meglio qualcuno devi anche andare a vedere l’ambiente dove vive, la casa dove abita”.
Articolo scritto da:

Martina Adami

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Critica e curatrice di arte contemporanea, vive e lavora a Roma. Al suo attivo vanta la realizzazione di mostre sia collettive sia personali; è stata assistente per una galleria d’arte, oltre ad essere collaboratrice di diversi artisti. Dal 2011 collabora con varie testate di arte contemporanea («Artribune», «Inside art», ecc.) scrivendo recensioni, interviste e articoli di approfondimento. Ha vissuto a Londra da dove è stata corrispondente estera per «Exibart», «Exibart International» e «Inside Art». Tra le esperienze più significative la collaborazione con l'Istituto Nazionale per la Grafica dove ha svolto ricerche bio-bibliografiche e seguito la digitalizzazione dell’archivio video. Adora girare in bicicletta, spostarsi da un'inaugurazione all'altra e visitare gli artisti nei loro studi. Il suo blog personale è www.martbug.it.

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