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Come si calcola la rendita catastale?

di CEO di CasaNoi.it 0 commenti in

Cos’è la rendita catastale di un immobile

La rendita catastale è il reddito che Agenzia delle Entrate (Agenzia del Territorio) attribuisce a ogni singolo bene immobile. Rappresenta la base fiscale su cui vengono calcolate le imposte (imposta sui redditi, IMU, imposta di registro, etc.).
Nel Catasto Fabbricati la rendita catastale è collegata all’unità immobiliare. Ogni unità immobiliare ha la propria rendita catastale, ad eccezione degli immobili a destinazione particolare (stazioni, ponti, chiese, cimiteri, etc.).

Come si ottiene la rendita catastale di un immobile

La rendita catastale si può ottenere richiedendo la visura catastale all’ufficio dell’Agenzia del Territorio oppure attraverso il servizio telematico dell’Agenzia delle Entrate, denominato Consultazione rendite catastali. Per effettuare la procedura online è sufficiente indicare: il proprio codice fiscale, gli identificativi o dati catastali (Comune, sezione, foglio, particella) e la provincia di ubicazione di un qualsiasi immobile.

Come si calcola la rendita catastale per gli immobili urbani

L’Agenzia delle Entrate suddivide il territorio in zone omogenee; quindi ripartisce gli immobili di ciascuna zona in categorie e classi catastali. Ad ogni unità immobiliare viene quindi associata la consistenza catastale (ovvero la grandezza) sulla base della dimensione, espressa in vani, metri cubi (mc) o metri quadrati (mq).

Quali sono le categorie catastali

Le categorie catastali sono:

  • Gruppo A (uso abitazione/uffici) – consistenza catastale calcolata in vani
  • Gruppo B (alloggi collettivi) – consistenza catastale calcolata in mc
  • Gruppo C (uso commerciale e vario) – consistenza catastale calcolata in mq

L’Agenzia delle Entrate determina infine la tariffa d’estimo unitaria, ovvero la rendita catastale media unitaria di ogni categoria e classe. La tariffa d’estimo esprime il reddito del bene immobile al netto di spese e perdite eventuali, al lordo di imposte e contributi.
La rendita catastale di ciascuna unità immobiliare viene quindi calcolata moltiplicando semplicemente la consistenza catastale x la tariffa d’estimo.

Cosa fare se la visura catastale riporta il nominativo del precedente proprietario?

E’ piuttosto frequente che la visura catastale risulti ancora intestata al precedente proprietario, oppure non venga riportato l’indirizzo corretto.
Perché un immobile anche dopo il rogito è ancora intestato al precedente proprietario?
Quando il notaio registra e trascrive un rogito, contemporaneamente viene presentata una voltura al catasto con il nuovo nominativo del proprietario. La visura catastale viene quindi aggiornata con il nuovo nominativo. Se questo non accade vuol dire che la voltura catastale presentata del notaio per qualche motivo non è andata a buon fine. Si può intervenire con un’istanza, sia per via telematica che recandosi presso gli Uffici del Territorio, ovvero il Catasto. Importante in questi casi è avere gli estremi dell’atto di compravendita (o donazione, permuta, successione): il numero di repertorio notarile, il numero e la data di trascrizione e di registrazione. Si può anche coinvolgere il notaio che ha stipulato l’atto, facendo presente che la voltura non è andata a buon fine e va ripresentata.

Giuseppe Palombelli, CEO di CasaNoi

Valore catastale: la base imponibile su cui si calcolano le imposte

La base imponibile, ovvero il valore su cui applicare le aliquote d’imposta, è il valore dei beni immobili determinato per via tabellare partendo dalla rendita catastale dell’anno in corso. Questo valore è diverso a seconda dei tipi di immobile.

  • VALORE ABITAZIONI – categoria catastale A (escluso A10), C/2, C/6, C/7
  • rendita catastale x 1,05 = rendita rivalutata x 160
  • esempio: abitazione A/2 con rendita € 813,42
  • base imponibile (valore fiscale) = € 813,42 x 1,05 x 160 = € 136.655,00
  • VALORE UFFICI – categoria catastale A10
  • rendita catastale x 1,05 = rendita rivalutata x 80
  • VALORE NEGOZI – categoria catastale C/1
  • rendita catastale x 1,05 = rendita rivalutata x 55

Per completezza d’informazione, inoltre, segnaliamo:

  1. L’esistenza di altre due categorie catastali: IMMOBILI A DESTINAZIONE SPECIALE (industriali e commerciali a cui viene attribuita una rendita con modalità diverse) e IMMOBILI A DESTINAZIONE PARTICOLARE (senza rendita: stazioni, ponti, chiese, etc.);
  2. nel Catasto Terreni la rendita catastale è collegata alla particella catastale (o mappale: è una porzione di terreno, appartenente al medesimo proprietario, nel medesimo comune, evidenziata sulla mappa) distinta in: Reddito Domenicale (RD) che viene attribuito al proprietario, Reddito Agrario (RA) che viene attribuito all’attività agricola.

A che serve la rendita catastale?

Conoscere la rendita catastale di un immobile torna utile non solo al proprietario, ma anche all’acquirente in quanto egli può sapere così in anticipo le spese da sostenere per un determinato immobile.

Nello specifico, la rendita catastale serve a:

  • calcolare le imposte sulla casa: Imu, Tasi, imposta successioni e donazioni, imposte ipotecaria e catastale, imposta sul reddito delle persone fisiche
  • compilare il Modello ISEE

Articolo scritto da:

Giuseppe Palombelli

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Laureato in scienze agrarie, ha lavorato in diverse realtà del settore immobiliare-finanziario: valutazioni estimative, manager in banche e società di distribuzione collegate (mutui fondiari retail e corporate), amministratore di società immobiliari e di costruzioni, altre organizzazioni. Da una sua idea imprenditoriale, condivisa in team, ha fondato CasaNoi

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