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James Stirling, architetto premio Pritzker 1981

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James Stirling architetto
James Stirling, architetto

James Stirling, architetto scozzese nato a Glasgow nel 1926 e morto a Londra nel 1992 a causa di complicazioni post operatorie, ha vinto il premio Pritzker nel 1981.

La vita dell’architetto scozzese James Stirling

James Stirling si laureò a Liverpool nel 1950 dove la sua formazione fu molto influenzata dal suo maestro e amico, l’importante teorico architettonico e urbanista inglese Colin Rowe, il quale gli permise di indagare attraverso l’intera storia dell’architettura, in modo da ricavarne una fonte di ispirazione che parte dall’antica Roma e dal Barocco per arrivare alle diverse manifestazioni del Movimento Moderno, da Frank Lloyd Wright ad Alvar Aalto.

La sua attività fu inizialmente ispirata da una sorta di purismo razionalista filtrato attraverso le ricerche del neoplasticismo, del Bauhaus e dell’ultimo Le Corbusier.

Successivamente, a questi spunti si aggiunsero quelli suggeriti dal costruttivismo russo e dall’architettura organica.

La sua figura si inscrive quindi tra quelle di quei giovani architetti che, a partire dal 1950, misero in discussione e rivoluzionarono i precetti teorici del primo Movimento Moderno.

I risultati di queste combinazioni linguistiche, tipiche del tradizionale sperimentalismo dell’architettura inglese, si possono riscontrare nelle opere di Stirling, che hanno contribuito a inserire il suo nome tra quelli dei maestri dell’architettura contemporanea.

Dopo la laurea, James Stirling aprì il suo primo studio nel 1956 con Gowan. Frutto di questa collaborazione fu il famoso progetto per i Laboratori di Ingegneria dell’Università di Leicester.

Dopo la separazione da Gowan aprì un nuovo studio nel 1971 con Wilford. I progetti degli anni Settanta, il periodo della sua maturità professionale, furono segnati dal passaggio a una più ampia scala, di cui furono frutto tre importanti progetti per musei in Germania.

Accanto all’attività progettuale, svolse quella didattica in alcune prestigiose università.

Le opere dell’architetto James Stirling

James Stirling, architetto FOTO facoltà di storia della Cambridge University
Facoltà di Storia, Cambridge University

Queste le sue opere più significative:

  • appartamenti di Ham Common (1955-58)
  • laboratori della facoltà di ingegneria di Leicester, caratterizzata da particolari volumi vetrati (1959-63)
  • orfanotrofio di Putney Bridge, Londra (1960-64)
  • casa per anziani a Blackheath (1960-64)
  • facoltà di storia della Cambridge University, con chiare influenze dal Palazzo di cristallo di J. Paxton (1964-68)
  • Florey Building nel Queens College di Oxford (1966-71)
  • scuola di perfezionamento Olivetti di Haslemere (1969-72)
  • Staatsgalerie e Piccolo teatro, Stoccarda (1977-84)
  • ampliamento del Nationalmuseum di Stoccolma (1977)
  • dipartimento di chimica della Columbia University di New York (1980)
  • nuova ala della Tate Gallery di Londra (1980-85)
  • Sackler Museum nella Harvard University di Cambridge, Mass. (1984)
  • complesso industriale Braun AG a Melsungen (1992)

L’ultimo progetto completato prima della sua scomparsa fu realizzato proprio in Italia ed è quello per la libreria nei Giardini della Biennale di Venezia.

Ci sono poi alcuni progetti portati a termine solo dopo la sua morte, come il conservatorio e Accademia Teatrale a Stoccarda (1987); la Science Library a Irvin in California (1988); il Tokyo International forum (1989); il Politecnico di Temasek a Singapore (1991); il Salford Arts centre a Salford (1992).

Nel 1996 è stato istituito in Gran Bretagna il Premio Stirling, un premio annuale per l’architettura dedicato alla sua memoria.

I laboratori della Facoltà di Ingegneria di Leicester

I laboratori della Facoltà di Ingegneria di Leicester di James StirlingLa cittadina inglese di Leicester, assurta di recente agli onori delle cronache calcistiche internazionali, è sede di un importante campus universitario con circa 15.000 studenti.

In particolare, i Laboratori della Facoltà di Ingegneria rappresentano una delle prime e più famose opere di James Stirling.

Questo edificio è la più rigorosa applicazione dell’idea secondo cui la forma segue la funzione, tanto che ogni suo elemento richiama direttamente la sua funzione specifica.

Capolavoro del brutalismo, l’edificio, che domina un lato di un parco pubblico, è composto da una serie di laboratori ubicati nella parte bassa, due torri con uffici e due auditorium, uno dei quali sporgente da una delle facciate e sorretto da due esili colonne.

Nella parte inferiore dell’auditorium è presente anche una scala a spirale con rivestimento in vetro.

Nella torre più alta, l’ultimo piano è costituito da un serbatoio d’acqua, posto a più di trenta metri, in modo da sfruttare la pressione per gli esperimenti di idraulica.

I laboratori, che coprono la superficie più ampia, contengono macchinari pesanti e sono pavimentati in cemento.

L’illuminazione naturale è fornita da tradizionali lucernai shed ma a sezione quadrata e orientati a 45 gradi, in modo da usufruire della massima luce solare. Tale rotazione permette a Stirling di ottenere una serie di profili piuttosto inusuali che arricchiscono l’architettura interna ed esterna dell’edificio.

Tra gli shed spunta anche una ciminiera, alta quanto la torre, che costituisce un altro appariscente elemento ripreso dall’architettura delle fabbriche.

L’aspetto della costruzione rimanda infatti a quello tipico di alcuni edifici dell’architettura industriale inglese e di altre opere del Movimento Moderno, visto che i materiali e il sistema costruttivo utilizzati sono molto simili a quelli impiegati per edifici industriali costruiti tra fine Ottocento e primi anni del Novecento in Gran Bretagna, con citazioni anche letterali dai capannoni industriali realizzati nel Paese.

 

Articolo scritto da:

Carmen Granata

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Architetto libera professionista e giornalista pubblicista. Si occupa di progettazione e consulenza immobiliare anche online. Servizi dello Studio di Architettura Granata

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