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Jean Nouvel, architetto della Torre Agbar di Barcellona

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Jean Nouvel, architetto premio Pritzker 2008

jean_nouvel_architettoJean Nouvel, vincitore del premio Pritzker nel 2008, è un architetto francese nato nel 1945 a Fumel, una cittadina della Francia sud-orientale.
Negli anni Settanta è stato artefice di un sostanziale rinnovamento della cultura architettonica del suo Paese.

Un’architettura multidisciplinare

Il suo linguaggio è infatti decisamente lontano dalla stretta osservanza della lezione di Le Corbusier che accomuna un po’ tutta la scuola francese. Spesso ha manifestato delle prese di posizione militanti, se non addirittura polemiche, a proposito dei problemi inerenti l’architettura e la città.

Jean Nouvel ha un approccio contrario alla specificità dell’architettura come disciplina, e tende costantemente a contaminarla con la letteratura, la storia, la pittura, il cinema, l’high-tech.
Questo approccio multidisciplinare deve molto alla frequentazione compiuta nel corso degli anni Sessanta degli studi di Claude Parent e di Paul Virilio.

I suoi progetti sono molto diversi l’uno dall’altro perché traggono origine da fonti d’ispirazione differenti, ma si caratterizzano tutti per leggerezza, trasparenza e immaterialità. Nella sua architettura sono protagoniste la luce e le superfici piuttosto che la qualità scultorea dell’opera.

Semplici ed efficaci sono i principi che segue per l’architettura residenziale:

“Un bell’appartamento è un appartamento grande; un appartamento con doppio affaccio è sempre meglio di uno con un solo affaccio; in bagno è sempre preferibile la luce naturale alla ventilazione forzata”.

Nel 1985 ha aperto uno studio per il quale lavorano un centinaio di collaboratori e che elabora decine di progetti in tutto il mondo.

Le opere dell’architetto francese Jean Nouvel

Tra le sue opere più importanti:

  • la Casa Dick a Saint-André-les-Vergers, Aube (1976)
  • il Centro medico-chirurgico del Val-Notre-Dame a Bezons (1976)
  • il Collegio Anna Frank a Antony (1978)
  • l’Institut du monde arabe a Parigi (1987)
  • il complesso di edilizia popolare Némausus a Nîmes (1987)
  • l’Hôtel ristorante Saint-James a Bouliac (1989)
  • la fabbrica Cartier a Saint-Imier (1992)
  • l’Hôtel des thermes a Dax (1992)
  • la ristrutturazione del Teatro dell’opera di Lione (1993)
  • il Centro congressi “Da Vinci” a Tours (1993)
  • la Fondazione Cartier a Parigi (1994)
  • il Centro commerciale Euralille a Lille (1995)
  • le Galéries Lafayette a Berlino (1997)
  • il Centro culturale e congressuale di Lucerna (1998)
  • il Palazzo di giustizia di Nantes (2000)
  • la Torre Agbar a Barcellona (2000-05)
  • la nuova sede del Guthrie Theater a Minneapolis (2001-06)
  • il Centro Ricerche e Sviluppo della Brembo Spa a Bergamo (2001-07).

La Torre Agbar di Jean Nouvel a Barcellona

Torre Agbar di Torre Agbar di Jean Nouvel a BarcellonaLa Torre Agbar è un grattacielo progettato da Nouvel a Barcellona, inserito in un più ampio programma di rinnovamento e riqualificazione della zona di Plaça de les Glòries Catalanes.

Il grattacielo, sede della compagnia idrica cittadina, Aguas de Barcelona (Agbar), è oggi un simbolo della città visibile da tutte le zone panoramiche e segna l’ingresso del nuovo quartiere tecnologico, ma la sua forma e il suo design originali furono inizialmente molto contrastati.
Tra le critiche, anche quella di somigliare troppo alla 30 St Mary Axe di Londra di Norman Foster.

Secondo l’architetto, la forma del grattacielo è ispirata invece ai rilievi del Monserrat, che circondano la capitale catalana, e alla forma di un geyser e del suo getto d’acqua. Ma sicuramente l’ispirazione non può non rimandare anche ai campanili della Sagrada Familia di Gaudì, tra l’altro visibili dalle sue finestre.

Torre Agbar di Jean Nouvel a Barcellona
Interno della Torre Agbar di Jean Nouvel

L’edificio è stato costruito seguendo i principi dell’architettura bioclimatica, che cerca di adattarsi all’ambiente e di sfruttarne i vantaggi, riducendo al contempo l’inquinamento.

E’ costituito da due cilindri non concentrici sormontati da una cupola in vetro e acciaio. Oltre a vetro e acciaio gli altri materiali impiegati sono cemento e alluminio, le cui differenti tonalità consentono alla torre di mutare colore secondo la luce del giorno e delle stagioni.

La Torre è dotata di 4.500 dispositivi luminosi che utilizzano la tecnologia LED per proiettare immagini luminose sulla sua superficie esterna.Dispone inoltre di sensori per la rilevazione della temperatura esterna che consentono l’apertura e la chiusura automatica delle persiane di vetro, in modo da ridurre al minimo i consumi per la climatizzazione.

Questa la Torre Agbar in cifre:

  • 144 metri di altezza
  • 38 piani di cui 4 interrati
  • 30.000 metri quadri di uffici
  • 3.210 metri quadri di installazioni e servizi
  • 8.350 metri quadri di altri servizi, tra cui un auditorium.

Immagini via www.jeannouvel.com

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Articolo scritto da:

Carmen Granata

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Architetto libera professionista e giornalista pubblicista. Si occupa di progettazione e consulenza immobiliare anche online. Servizi dello Studio di Architettura Granata

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