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A Roma street art mangia smog

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A Roma il primo murale realizzato con pitture ecosostenibili

Lo scorso 26 ottobre è stato inaugurato a Roma Hunting Pollution, la prima opera di street art italiana realizzata interamente con pitture ecosostenibili.

Si tratta anche del più grande murale realizzato in Europa con questa tecnica: con i suoi circa 1.000 metri quadrati per un’altezza di 35 metri, il murale si innesta in un percorso di street art rigenerativa già diffusa nel resto del continente.

Roma, street-art mangia smog Foto Particolare del murale in pittura ecosostenibile su un palazzo
Particolare dellPitture ecosostenibili

Questa forma di espressione viene promossa in Italia dall’associazione no profit al femminile Yourban 2030, guidata dalla giovane imprenditrice Veronica de Angelis.

Scopo dell’associazione è quello di promuovere lo sviluppo sostenibile delle città attraverso il linguaggio dell’arte.

Hunting Pollution (a caccia d’inquinamento) rappresenta un airone tricolore, specie a forte rischio di estinzione, nell’atto di afferrare inconsapevole la sua preda in un mare fortemente inquinato.

L’elegante e statuario uccello si erge sopra un barile di petrolio, simbolo di questa società dei consumi, mentre dal cielo cadono gocce di pioggia e di olio. A lato, come a simboleggiare una macchia di petrolio che si espande, insidiosi tentacoli avanzano verso il mare minacciando l’ecosistema.

Paradossalmente, però, sarà proprio questo gigantesco airone a contrastare il grande inquinamento di un incrocio capitolino particolarmente trafficato, grazie alle ecopitture con cui è realizzato.

Roma, street-art mangia smog foto Hunting Pollution, realizzato con pitture ecosostenibili
Hunting Pollution, Roma, via del Porto Fluviale

L’opera sorge in uno spazio pubblico e precisamente in via Del Porto Fluviale, in prossimità del Gazometro, nel quartiere Ostiense, già noto per le molte opere di street art installate in questi ultimi anni.

Chiunque può vederlo e acquisire così una maggiore sensibilizzazione verso un problema sempre più sentito.

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Con questa iniziativa, Roma non solo incrementa ulteriormente la sua capacità attrattiva dal punto di vista culturale in ambito internazionale, ma si colloca anche all’avanguardia rispetto a metropoli come Londra, New York, Berlino e San Paolo.

In queste città, simili iniziative non sono ancora diffuse o comunque non si è ancora osato un progetto di tale dimensione artistica e tecnologica.

I materiali del primo murale mangia smog

Il murale romano è stato realizzato con la pittura ecologica Airlite.

Si tratta di un prodotto che, grazie a un effetto fotocatalitico, quindi mediante l’azione della luce sia naturale sia artificiale, elimina dall’atmosfera sostanze altamente inquinanti come ossidi di azoto, benzene e formaldeide.

La parete tinteggiata a Roma con Airlite diventa così un grande depuratore d’aria naturale: 12 metri quadrati sono infatti in grado di annullare l’inquinamento prodotto in un giorno da un’autovettura.

L’opera regala alla Capitale un grande polmone verde, equivalente all’aver piantato 30 alberi.

Airlite si può usare anche per una normale tinteggiatura edilizia, in interni ed esterni, e mette a disposizione una vasta gamma di colorazioni.

Oltre a eliminare le sostanze inquinanti presenti nell’ambiente urbano, è poi anche utile contro il fumo di sigarette, i cattivi odori e contro i batteri (anche quelli resistenti agli antibiotici) per cui si può usare con successo anche per contrastare l’inquinamento indoor.

L’autore del primo murale mangia smog

Roma, street-art mangia smog foto: l'autore Iena Cruz all'opera
Iena Cruz all’opera

Autore dell’opera è lo street artist Iena Cruz, al secolo Federico Massa. Iena Cruz è un artista milanese, ma si è trasferito a Brooklyn otto anni fa e da lì ha in iniziato un percorso che lo ha portato ad affermarsi in campo internazionale realizzando una serie di murales tra New York, Miami, Barcellona e Città del Messico.

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I principali temi affrontati nelle sue opere traggono spunto dai mutamenti climatici di questi ultimi anni, dagli effetti dell’inquinamento e dal problema delle specie animali a rischio di estinzione.

L’artista cerca infatti di rappresentare gli effetti che i comportamenti scellerati dell’uomo finiscono con l’avere sulla natura e sul mondo animale.

Articolo scritto da:

Carmen Granata

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Architetto libera professionista e giornalista pubblicista. Si occupa di progettazione e consulenza immobiliare anche online. Servizi dello Studio di Architettura Granata

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